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editoriali
La stagione 2025/26 sta per volgere al capolinea e il Napoli di Antonio Conte, con sorpresa di molti, ha ancora da portare a termine la missione prefissata: blindare la 2ª posizione in classifica e qualificarsi alla prossima edizione di UEFA Champions League. Tenterà di farlo questa domenica, alle 12:00, sotto i riflettori dell'Arena Garibaldi, tempio di un Pisa già aritmeticamente retrocesso in Serie B. Svolto con successo il proprio lavoro, il tecnico salentino, in accordo con la dirigenza (posto che non abbandoni la nave), dovrà prendere alcune decisioni: spendere o meno i milioni relativi ai riscatti di Rasmus Hojlund ed Eljif Elmas, rinnovare i contratti o interrompere l'avventura alle pendici del Vesuvio del duo Spinazzola-Juan Jesus e, dulcis in fundo, continuare a gestire Vanja Milinkovic-Savic e Alex Meret come fatto negli ultimi dodici mesi oppure no. Per la terza in particolare, Conte avrà da sfoggiare quel carattere che chiunque gli invidia ed emulare un cantante: Michele Salvemini, in arte "Caparezza".
Aprile 2021, giorno 16: l'ex Mikimix pubblica "La Scelta", secondo singolo estratto dal suo ottavo album in studio "Exuvia". Il brano racconta e contrappone le storie di Ludwig van Beethoven e Mark David Hollis, i cui nomi vengono italianizzati rispettivamente come 'Ludovico' e 'Marco'. Entrambi sono stati musicisti, ma hanno intrapreso percorsi di vita opposti: il primo si è dedicato al lavoro fino alla morte, giunta all'età di 56 anni e datata 26 marzo 1827, mentre il secondo, dopo esser stato il frontman del gruppo britannico Talk Talk, ha imboccato la via del ritirouna volta che il suo unico disco da solista, dal titolo eponimo e lanciato sul mercato nel 1998, aveva raggiunto il successo. Caparezza, protagonista della canzone, è obbligato a decidere quale tra i due modelli seguire al fine di uscire dal proprio limbo interiore.
Così come Salvemini, anche Conte deve spogliarsi di un atteggiamento democristiano e virare su una "Scelta": o Ludwig o Mark. Tradotto: o Alex o Vanja. La fantasia di possedere in rosa due portieri forti in egual modo, da alternare in base all'avversario che vi si pone davanti, stuzzicava certamente i palati di tifoseria e addetti stampa; tuttavia, non è più (oppure non lo è mai stata) una via percorribile. Il calcio è uno sport con regole non scritte e una di esse spiega che "colui il quale indossa i guanti necessità di giocare con continuità, senza pause tra un match e l'altro, per poter rendere al meglio". Pertanto, nel caso in cui l'originario di Lecce dovesse rimanere al comando del Napoli nell'annata che verrà, dovrà munirsi di coraggio e agire in maniera aziendalista: rendere Milinkovic-Savic il titolare fisso tra i pali, soprattutto in virtù degli oltre 20 milioni di euro che De Laurentiis & co finiranno di sborsare quest'estate per acquistarlo a titolo definitivo dal Torino, e lasciar partire l'estremo difensore del terzo e del quarto Scudetto. Una "Scelta" tutto fuorché semplice, ma che, per citare nuovamente Caparezza, soltanto il tempo saprà dirci se sarà stata 'patetica' o 'eroica'.
A cura di Alex Iozzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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