“Scusate il ritardo”

di Armando Inneguale, @ArmInne28
Milik, le ultime sul futuro

Era il 2 agosto 2016 quando, dopo il passaggio di Higuain alla Juve, il Napoli aveva deciso di puntare tutto su Arkadiusz Milik. Un classe ’94, polacco, proveniente dall’Ajax. La trattativa si concluse sulla base di 32 milioni di euro più bonus per un ventiduenne che aveva il compito di sostenere il peso dell’attacco della seconda forza della Serie A. Sarebbe arrivato, inoltre, a ridosso della stagione da record dell’argentino: 36 gol in 35 partite che gli hanno permesso di superare Nordahl. Una situazione che avrebbe messo sotto pressione chiunque, ma non Arek. Con mente lucida e fredda, infatti, prende una decisione importante: sceglie la maglia numero 99 per distaccarsi dal suo predecessore. In seguito avrebbe spiegato anche il motivo della sua scelta in un’intervista a Il Corriere dello Sport: “Ho preferito scegliere la maglia numero 99 perché da piccolo guardavo spesso l’hockey ed in quello sport era molto comune l’uso del 99”.

MILIK E NAPOLI, UN AMORE CHE TARDA A SBOCCIARE

(Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

Il 21 agosto esordisce in trasferta contro il  Pescara subentrando a Gabbiadini nella ripresa (il match finirà 2 a 2, ndr). Trascorrono soli 6 giorni ed il bomber polacco decide di dimostrare a tutti le sue qualità. Prima da titolare a Napoli, prima apparizione al San Paolo: doppietta al Milan e prima vittoria degli azzurri in quella stagione. Altri due gol, decisivi, arrivano in Champions League il 13 settembre contro la Dinamo Kiev in trasferta. Segna due reti anche al Bologna mentre contro il Benfica insacca una sola volta ma confeziona un assist (fortuito, ndr) per Mertens. Sembra andare tutto per il verso giusto quando, in Nazionale, resta a terra per infortunio. È il 9 ottobre e Milik riporta la rottura del legamento crociato. Rientrerà in campo 127 giorni dopo chiudendo la stagione con un bottino di 8 reti ed un assist in 23 presenze (15 da subentrato). La media? Un gol ogni 109 minuti.

“Le disgrazie non vengono mai sole”, sembra essere il proverbio adatto per questo ragazzo. L’annata successiva, infatti, non gli sorride. Il 24 settembre 2017, sul campo della SPAL, cade una seconda volta. Cede l’altro ginocchio. Resterà lontano dai campi per altri 158 giorni: un vero e proprio inferno per un attaccante. Ma Milik torna più forte di prima e conclude la stagione con 17 presenze (13 da subentrato) e 6 reti. La media? Un gol ogni 91 minuti.

SCUSATE IL RITARDO

Per la storia di Milik calza a pennello il titolo di un film di Massimo Troisi: “Scusate il ritardo”. Il compianto comico napoletano scelse con accuratezza il nome per il suo prodotto sia in polemica ai tempi frenetici della produzione cinematografica sia in relazione ai diversi tempi dell’amore.Il calcio, come il cinema, vive freneticamente e di soli numeri. E se Troisi, con il suo film anticonvenzionale, arrivò ad incassare 3 miliardi e mezzo di lire al botteghino, così il centravanti azzurro sta conquistando il cuore della città. I tifosi del Napoli, infatti, stanno iniziando ad apprezzare solo ora le qualità del bomber polacco dopo averlo “bistrattato” per parecchio tempo. Nella passata stagione è andato a segno ben 20 volte diventando capocannoniere azzurro in quell’anno. Un gol ogni 158 minuti.

Quest’anno, finalmente, sembra essere quello della svolta. Nonostante i problemi del Napoli in campionato ed il cambio in panchina ha già siglato 9 reti in 11 presenze per una media di un gol ogni 85 minuti. Inoltre, nel periodo più complesso per la squadra, è stato uno dei pochi a scendere in campo con volontà e determinazione in ogni singola partita. Nel match vinto contro il Sassuolo, ad esempio, pur non trovando la gloria personale si è messo in mostra con il velo per Allan ed il tanto movimento su tutto il fronte d’attacco.

“Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA: Armando Inneguale

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