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editoriali
Scott McTominay non si ferma mai, le sue prestazioni sono un crescendo continuo e a tratti si ha l'impressione che faccia un altro sport. La sua duttilità è una caratteristica preziosissima per il Napoli di Conte, che quest'anno lo ha chiamato in causa per ricoprire diverse zone del campo. Lo scozzese ha risposto sempre presente, a prescindere dal ruolo e dall'avversario. Che sia affiancato da De Bruyne per supportare Hojlund o che si tratti di sostituire Anguissa da box-to-box, il centrocampista azzurro è il giocatore più decisivo del Napoli.
Torniamo un momento allo scorso 23 maggio, quando al Maradona al minuto 42, Scott McTominay portò in vantaggio il Napoli con un gol da cineteca regalandogli il quarto scudetto. Ad oggi, a quasi un anno di distanza, quel calciatore è riuscito incredibilmente ad alzare un'asticella che sembrava quasi impossibile da alzare ulteriormente. Conte ha dovuto far fronte ad una marea di imprevisti, una lista di infortuni paragonabile ad un bollettino di guerra, e lo ha fatto cambiando il modulo, oltre agli interpreti. McTominay si è ritrovato più volte a cambiare ruolo e compiti: da sotto-punta a giocare al fianco di Lobotka, fino ad interpretare il ruolo da centravanti nella ripresa contro il Milan. Lo scozzese, da vero attore hollywoodiano, si è sempre calato perfettamente nella parte, mettendo a referto nove gol in campionato. L'ex United è sempre decisivo, anche quando è meno pulito del solito, basti pensare alle ultime uscite con Cagliari e Parma. La sua è una legge non scritta, se la partita è bloccata è lui stesso a sbloccarla e se è in giornata per i difensori è 'malacqua'. Per il tecnico leccese è imprescindibile: primo azzurro in rosa per minuti giocati (2433), a testimoniare che la sua presenza in campo è essenziale.
Con la Cremonese il paradosso: in posizione più arretrata, da box to box, 10 tiri effettuati e record stagionale della Serie A. Il centrocampista azzurro sta bene sia fisicamente che mentalmente e si è visto anche sul 4-0 quando con personalità - e un pizzico di egoismo verso Giovane - ha scelto di calciare il rigore, poi parato da Audero, con il fine di raggiungere la doppia cifra in campionato. Il tifoso partenopeo si è già innamorato di Scott, e Scott si è innamorato di Napoli, dell'ambiente, della città. Il contratto fino al 2028 è già stato discusso e lo scozzese vorrebbe prolungare ulteriormente il suo soggiorno all'ombra del Vesuvio, ottenendo un adeguamento dell'ingaggio. Il Napoli si appresta a vivere un Centenario che sa di rivoluzione, tra possibili cambiamenti in panchina e addii ormai certi legati alla rosa. McTominay si colloca su questa tela incompleta come le linee guida per un dipinto: è la certezza del Napoli che verrà, il punto dal quale ripartire, e la società lo sa bene.
A cura di Antonio Vivenzio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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