Per caso codesta descrizione vi suggerisce qualcosa? A noi, purtroppo, sì. Ci proietta dinanzi agli occhi le immagini di un gigante originario di Anversa sbarcato in quel di Partenope ad agosto 2024 con uno status addosso non dei più aulici, eppure in grado alla soglia dei 31 anni di interpretare in modo esemplare il ruolo della "boa" cucitogli a fagiolo dal suo padrino calcistico, Antonio Conte, di onorare come si deve i colori '081' e di condurre, attraverso 14 gol e 10 assist, Napoli sul tetto d'Italia per la quarta volta nella storia.
Dopodiché, tocca all'altra faccia della medaglia, la quale coincide con quanto narrato vocalmente da Emma: la rottura della fiducianel partner, frantumatasi in mille pezzi quando a marzo scorso lo stesso gigante belga ha deciso consapevolmente di violare il patto siglato con la società che lo stipendia (e anche profumatamente) non rientrando una volta archiviata una sosta nazionali dov'era sorto un problema al muscolo flessore dell'anca e anzi, preferendo svolgere le terapie di cura in patria piuttosto che a Castel Volturno senza nemmeno rispondere alle telefonate del presidente De Laurentiis e soci. Un gesto pressoché scorretto, specialmente nei confronti di una compagine e di un allenatore che, in un momento in cui pochi avrebbero creduto nella potenziale rinascita di Romelu Lukaku, gli hanno invece permesso di tornare ad esprimersi ad alti livelli.
Pertanto, al di là dei 6 milioni d'ingaggio da depennare, stando ai piani della dirigenza, e dell'eventuale concorrenza col già citato Rasmus Hojlund, che non meriterebbe affatto di vedersi soffiare il posto da titolare, o all'incognita sulle fragilità fisiche, il fulcro del discorso è il seguente: Rom, buoni sì, ma fessi no! Se alla Marrone non bastava l'amore, a noi, in assenza di professionalità, non basta di certo il Mondiale.
A cura di Alex Iozzi
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