Il primo motivo riguarda l'aspetto a volte meno considerato dall'appassionato medio del pallone, ma che in realtà risulta essere il più significativo materialmente parlando: l'utilità tattica del singolo calciatore.
editoriali
Tempo di un taglio netto col passato: perché cedere Lobotka (e credere in Gilmour) è la scelta giusta

Ragionate un attimo su chi ricopre le vesti di regista all'interno dei reparti titolari delle squadre più prestigiose d'Europa: Declan Rice nell'Arsenal, Vitinha nel Paris Saint-Germain, Hakan Calhanoglu nell'Inter... Oppure basti pensare a Lucas Da Cunha nel Como. Cosa hanno in comune i nomi elencati? Sono tutte mezzali o comunque profili di natura offensiva traslati dai rispettivi allenatori davanti alla difesa, esattamente come Gilmour nel Napoli a partire dalla scorsa annata. Una mossa alla quale non si dà particolare importanza, ma che invece consente ai team menzionati di giocare la sfera in verticale e di rompere costantemente le linee delle retroguardie avversarie; il tutto grazie a elementi abili nei passaggi lunghi, qualità mai appartenuta a Lobotka, sempre stato più capace nella gestione del possesso.
Se l'aspirazione del Napoli, come spesso dichiarato dai piani alti, è quella di incrementare la propria valenza in campo europeo, è il caso che l'adattamento a palcoscenici di un certo livello abbia inizio dai piccoli dettagli.
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