Cari lettori di CalcioNapoli1926.it benvenuti nuovamente nella rubrica “THE WINNER IS”, quella che ha la scopo di decretare il “vincitore” della partita in base ad una serie di parametri molto variegati quali l’intelligenza, la bravura, il carattere, la tecnica, l’etica ma ci sarà anche spazio, lì quando ci sarà poco da gioire per la satira e l'ironia.
Koulibaly si vendica dell'Inter usando la "testa"
Il Napoli stravince al San Paolo contro l'Inter e si toglie dalla faccia qualche schiaffo di troppo dell'andata. In particolare un uomo cercava la vendetta e così si è erto sopra gli altri: KALIDOU KOULIBALY.
Il difensore ha ricordi bui della partita giocata a San Siro il 26 dicembre 2018. Un match a dir poco orribile per il senegalese: probabilmente mai dimenticati quegli ululati sentiti per tutta la partita ai suoi danni.
Come se non bastasse fu anche espulso per aver applaudito l'arbitro in seguito al fischio di un fallo, a suo avviso, inesistente. Una serata non da dimenticare ma anzi, da tenere ben a mente per il ritorno: per il riscatto.
Kalidou scende in campo forte di quelle immagini da riscattare, forte della premiazione come miglior difensore della Serie A. Kalidou sa di dover fare la differenza, di dover fare qualcosa di straordinario per mettere a tacere gli ululati che circolano ancora nella sua testa e per avvalorare la nomina di difensore del Campionato.
Ma il senegalese ha le spalle grandi e possenti e tali responsabilità non lo spaventano ma anzi lo eccitano. La prestazione è come al solito al massimo livello ma questo non gli basta ancora e così decide di voler essere il protagonista indiscusso della serata.
Così anziché inventarsi un gol come fanno gli attaccanti, decide di cancellare una rete già fatta. Sul 2-0 per il Napoli, Kalidou infrange i sogni di rimonta dell'Inter su Lautaro Martinez che colpisce a botta sicura: il miglior difensore della Serie A si reinventa portiere.
Orestis Karnezis è nettamente tagliato fuori dalla traiettoria dell'argentino ma il senegalese usa la testa prima e dopo. Mentre tutti gli azzurri vanno incontro al pallone, lui si stacca e si muove in direzione della porta, infine insegue la cannonata di Lautaro e la sbatte fuori: non è gol!
Un vero e proprio miracolo quello operato da Kalidou Koulibaly che stupisce per l'ennesima volta.
Kalidou si vendica dell'Inter e dei tifosi neroazzurri non perdendo la testa (come all'andata) bensì usandola... in tutti i sensi.
Perché soltanto usando la testa, la ragione, il cervello si combatte l'ignoranza che sfocia nel razzismo e in altre piaghe sociali. Soltanto usando la testa si esce dal mito dell'uomo bianco. Soltanto ragionando ci si riesce a svincolare da "Il fardello dell'uomo bianco" poesia scritta da Kipling nel 1899 che purtroppo pare ancora troppo odierna. Il componimento sottolinea il fardello, il compito che ha l'uomo bianco di dover ammaestrare i popoli ritenuti barbari, selvaggi.
Ed a rileggerla oggi, alla luce dei fatti accaduti, la si potrebbe intitolare: "Il fardello dell'uomo nero Kalidou Koulibaly", costretto a dover ammaestrare delle vere e proprie bestie che non si trovano solo a Milano ma un po' in tutto il mondo.
Kalidou per l'ennesima volta offre una lezione di calcio ma soprattutto di vita!
© RIPRODUZIONE RISERVATA di Claudia Vivenzio
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