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L'impervio ostacolo

Juric, il Toro che «vede rosso» quando incontra il Napoli: ma stavolta l’antidoto c’è

FLORENCE, ITALY - AUGUST 28: Ivan Juric manager of Torino FC gestures during the Serie A match between ACF Fiorentina and Torino FC at Stadio Artemio Franchi on August 28, 2021 in Florence, Italy  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il tecnico croato sente particolarmente le gare con i partenopei

Enrico Esposito

Oggi pomeriggio il Napoli troverà il Torino di Juric sulla strada verso l'ottava vittoria consecutiva in Serie A. Dopo la pausa per le nazionali gli uomini di Spalletti sono pronti a scendere in campo al Maradona per continuare lo straordinario filotto. Ma per emulare il record sarriano e presentarsi a punteggio pieno contro la Roma la settimana prossima c'è un duro ostacolo da superare. Stiamo parlando dell' allenatore serbo che torna nel capoluogo campano circa quattro mesi dopo. L'ultima volta coincide con quel dannato 23 maggio: Napoli e Verona pareggiano 1-1 mettendo fine alla favolosa rimonta Champions e alla gestione Gattuso. Gli scaligeri sono da tempo senza obiettivi ma contro gli azzurri giocano motivatissimi e non si risparmiano mai. Nel post-gara e nei mesi successivi il tecnico croato ha sempre negato che contro il Napoli quella sera la sua squadra si sia impegnata di più delle precedenti "rilassate partite". Ma anche nei confronti precedenti con i partenopei l'ex capitano del Genoa ha messo in mostra una "cazzimma" non indifferente.

Juric ha un bilancio negativo col Napoli ma...

 (Getty Images)

Le statistiche dicono che Ivan Juric è in una relazione complicata con il Napoli. In otto gare disputate da allenatore contro gli azzurri sulle panchine di Genoa ed Hellas il bilancio recita:

  • cinque sconfitte
  • due pareggi
  • una sconfitta
  • Ma al netto di questi dati negativi nell'ultima stagione è stato lui ad avere ragione del Napoli: nella gara di andata del 24 gennaio il suo Verona vince per 3-1 al termine di una rimonta che trova gli uomini di Gattuso impotenti. Quella sconfitta aprì una crisi di risultati e nervi per la squadra campana gettando le prime grandi nubi sul rinnovo del tecnico calabrese. Parallelamente invece il nome del coach balcanico entrava nei pensieri del presidente De Laurentiis. Il match di ritorno arriva quattro mesi dopo con quel punto lasciato agli azzurri che significa ben altro che un pareggio. Dal fischio finale si gettano le basi per una nuova pagina della storia del Napoli che si concretizza con l'annuncio dell'arrivo di Luciano Spalletti. Il tecnico ex Inter arriva in silenzio mentre imperversano la delusione e il silenzio dalle parti del Vesuvio. Si arma di semplicità e pubblica stima nei confronti dei suoi giocatori, ottiene le conferme di tutti e avvia un percorso netto in campionato. Ma soprattutto sembra essere in grado di aver trovato un antidoto mentale che domani potrebbe risultare indigesto anche al giustiziere del 23 maggio.

    L'antieroe Spalletti

     (Getty Images)

    Luciano Spalletti ha ottimi numeri contro Juric e il Torino. In quattro confronti tra i due il tecnico toscano ha inflitto altrettanti dispiaceri al collega con dodici gol fatti e appena due subiti. Le partite risalgono a tre anni fa e ancor più indietro quando il croato sedeva sulla panchina del Genoa e l'allenatore del Napoli guidava prima la Roma e poi l'Inter. Molto positivo anche lo score di Spalletti contro la formazione granata: in ventuno gare sono dieci i successi ottenuti. Precedenti che fanno ben sperare la capolista alla luce del delicato faccia a faccia delle ore 18. L'esperienza e la consapevolezza del coach di Certaldo assumono i contorni delle armi mancanti al Napoli lo scorso anno nella deficitaria doppia sfida al cospetto del furore di Juric. Toccherà alla vecchia volpe toscana provare a far dimenticare in un sol colpo l'amaro pareggio col Toro del dicembre di un anno fa (super gol di Insigne allo scadere dopo la rete del napoletano Izzo) e l'ultimo terribile pareggio di maggio. L'intelligenza tattica e le molteplici soluzioni a firma Spalletti potrebbero freddare sul nascere o a gara in corso il forsennato ritmo orchestrato dal croato a livello mentale e fisico. Una conferma ulteriore della forza di questo Napoli per dimenticare i bocconi amari di pochi mesi fa.

    A cura di Enrico Esposito

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