Un avvio difficile per il Napoli con un gol che sembrava una doccia fredda e che poteva indirizzare la partita. Invece no, nel suo momento di massima difficoltà la squadra ha reagito ed ha trovato il pari con l’uomo che aspettavamo tornasse sui livelli dello scorso anno: Scott McTominay. Gli azzurri hanno dimostrato ancora una volta di saper soffrire e reagire. E la dimostrazione è arrivata ancor di più nel secondo tempo quando il rigore trasformato dall’Inter poteva tagliare le gambe. Forse alle altre, non al Napoli. Altra reazione e ancora Scott: un 2-2 che vale oro. Agonismo, corsa, carattere, coraggio e tanta personalità: questo ha messo in campo la squadra per tutta la durata del match. McTominay si è caricato la squadra sulle spalle come ai vecchi tempi ed ha incantato con le sue giocate, ha punito con i suoi inserimenti. La squadra gli è andata dietro e non ha mai mollato. Anche nel dopo gara con le sue parole ha dimostrato di essere il vero leader del Napoli. Il simbolo di questa unione di intenti è Hojlund: non ha segnato ma ha fatto tantissimo. Fino all’ultimo secondo ha pressato, fatto movimento e creato pericoli. Praticamente ha fatto tutto ciò che un attaccante deve fare quando non riesce a buttarla dentro (e ci stava anche riuscendo ma ha fatto la barba al palo). Insomma, solo applausi per questa squadra che ha dato l’ennesima dimostrazione di quanto sia forte. Ora si guarda avanti: la prestazione è la benzina per mantenersi lì in alto e rompere le scatole alle strisciate. La strada è lunga ma davanti il panorama è bellissimo: un Napoli da cartolina, come la città, pronto a riabbracciare i suoi infortunati per giocarsi tutte le sue chance di entrare nuovamente nella storia.
A cura di Giovanni Frezzetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202305/6077855f64f8faf8a21e75e8615e840c.jpg)
/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202601/cc23c879035aa1aca3e9f3e3eb66d43c.png)