Non si è fermato Giovanni, perché il Napoli in piena emergenza infortuni aveva bisogno di lui, ha scelto di sacrificarsi, nonostante i play off per i Mondiali, ultimo biglietto per vivere quella competizione che manca nella sua carriera. Ha scelto di dire la verità sulle sue condizioni solo dopo lo stop al ginocchio, ha scelto il Napoli prima di se stesso. Perché lui quella maglietta, ormai l'ha cucita sulla pelle, Azzurra come sua figlia, azzurra come il cielo che è diventato il tetto dei suoi sogni più belli, come il mare che ogni mattina lo risveglia. La maglia della città che ha scelto di difendere stringendo i denti, sempre, anche quando non ne poteva più.
Giovanni capitano vero
—Questo è essere capitano, non sbraitare contro un arbitro come si vede fare a Lautaro, o ad altri suoi colleghi, ma dare l'esempio, prima la maglia, poi il resto. E dopo fiumi di parole contro di lui per prestazioni non convincenti o per quell'estate dei mille dubbi, bisognerebbe solo dire grazie a questo ragazzo che ha scelto di non fermarsi, anche quando avrebbe potuto. E la reazione dei compagni e di Conte dopo il brutto infortunio contro la Fiorentina hanno reso chiaro il peso specifico di Giovanni, il capitano, uomo vero.
Forza Capitano, tutta Napoli ti aspetta magari per realizzare insieme un altro sogno!
A cura di Sara Ghezzi
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