calcionapoli1926 editoriali Capitano, mio capitano! Di Lorenzo ha scelto di mettere il Napoli davanti a tutto

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Capitano, mio capitano! Di Lorenzo ha scelto di mettere il Napoli davanti a tutto

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Tra le mille critiche il terzino ha dimostrato il suo valore
Sara Ghezzi

Il ruolo del capitano all'interno di una squadra è fondamentale. Quando si sceglie a chi affidare la fascia ci si domanda chi sia la persona più adatta. Il gruppo lo seguirà? Avrà abbastanza leadership? Sarà l'immagine della squadra, della città che rappresenta? Nell'estate del 2022 il Napoli si è trovato a scegliere il nuovo capitano dopo l'addio di Lorenzo Insigne, la scelta è ricaduta su Giovanni Di Lorenzo, il terzino che in pochi anni ha cambiato il destino della sua carriera. E Giovanni quel compito lo ha svolto sempre al meglio, mettendoci la faccia, restando in silenzio davanti alle critiche e alzando tre trofei, come nessuno nella storia del club.

Capitano, mio capitano...

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Giovanni Di Lorenzo, il robocop del Napoli, però, troppo spesso è stato messo in discussione. Ci si è dimenticati che quel ragazzo da quando è arrivato nel 2019 ha corso sulla fascia praticamente ininterrottamente. Lo ha fatto sudando la maglia, difendendo la città, sorbendosi i fischi e provando sofferenza che lo ha fatto sbandare per qualche settimana. Ma poi è sempre stato lì, in prima linea a raccogliere i cocci di un anno fallimentare, a fare gruppo, ad essere il punto di riferimento per tutti all'interno del Napoli. Per questo motivo Conte quando è arrivato ha chiesto fortemente la sua presenza: uomo per bene, giocatore con tre polmoni, anche quando la benzina non c'è, lui è lì a correre, ricordando quella sudata gavetta. In molti, troppi, hanno messo in discussione il suo ruolo di capitano. Per qualcuno non abbastanza carismatico, perché non va a circondare l'arbitro dopo qualche episodio discutibile, o per non essere troppo duro a parole. Ma Giovanni Di Lorenzo ha dimostrato di essere capitano in un modo encomiabile: giocando per sei mesi con un piede che gli faceva male.


Non si è fermato Giovanni, perché il Napoli in piena emergenza infortuni aveva bisogno di lui, ha scelto di sacrificarsi, nonostante i play off per i Mondiali, ultimo biglietto per vivere quella competizione che manca nella sua carriera. Ha scelto di dire la verità sulle sue condizioni solo dopo lo stop al ginocchio, ha scelto il Napoli prima di se stesso. Perché lui quella maglietta, ormai l'ha cucita sulla pelle, Azzurra come sua figlia, azzurra come il cielo che è diventato il tetto dei suoi sogni più belli, come il mare che ogni mattina lo risveglia. La maglia della città che ha scelto di difendere stringendo i denti, sempre, anche quando non ne poteva più.

Giovanni capitano vero

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Questo è essere capitano, non sbraitare contro un arbitro come si vede fare a Lautaro, o ad altri suoi colleghi, ma dare l'esempio, prima la maglia, poi il resto. E dopo fiumi di parole contro di lui per prestazioni non convincenti o per quell'estate dei mille dubbi, bisognerebbe solo dire grazie a questo ragazzo che ha scelto di non fermarsi, anche quando avrebbe potuto. E la reazione dei compagni e di Conte dopo il brutto infortunio contro la Fiorentina hanno reso chiaro il peso specifico di Giovanni, il capitano, uomo vero.

Forza Capitano, tutta Napoli ti aspetta magari per realizzare insieme un altro sogno!

A cura di Sara Ghezzi

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