calcionapoli1926 editoriali “De Laurentiis League dicono. A carn’ sott e’ maccarun a ‘copp”

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“De Laurentiis League dicono. A carn’ sott e’ maccarun a ‘copp”

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Si parla di “De Laurentiis League”, ma il Napoli chiede solo coerenza. Tra rigori, VAR e polemiche, conta la somma degli episodi
Redazione

Il Napoli, i tifosi napoletani e Conte sono accusati di piangere dopo ogni partita in cui sembra esser diventata abitudine subire un torto arbitrale. Il caso curioso, in una stagione disastrosa per gli arbitri è quello che dal 3-1 al Maradona contro l’Inter con Marotta che si presenta davanti le telecamere tutto è cambiato per il Napoli. Un episodio, quello sul rigore di Di Lorenzo che ancora fa rumore come quello di Genova per il tocco di Cornet su Vergara al 93’ minuto.

Un episodio che cancella tutto, che viene pagato ancora dal Napoli che ha subito 11 rigori contro, alcuni dei quali molto dubbi. Un Napoli che non ha visto fischiare un rigore grande quanto una casa contro la Juventus quando i bianconeri erano solo 1 a 0. Una memoria selettiva per un Napoli finito sotto giudizio perenne, mai per quanto subisce, solo per quando riceve un episodio a favore.


Siamo usciti dalla Coppa Italia contro il Como dopo una serie lunghissima di rigori che hanno visto Lukaku e Lobotka sbagliare. Un’eliminazione che fa male, in casa, davanti ad un pubblico che ha provato a far sentire tutto il calore ai propri ragazzi che stanno buttando il cuore oltre l’ostacolo, ma che ancora una volta nell’arco dei 90’ minuti hanno subito un’ingiustizia, l’ennesimo episodio dubbio, l’ennesima decisione discutibile.

Ma il dibattito nazionale, non è su Ramon che doveva essere espulso in due occasioni. Il dibattito è ancora incentrato sul rigore al 93’ per il contatto tra Cornet e Vergara. Per molti è stato un “rigorino”. Un regalo. Un rigore che abbiamo visto dare in diverse occasioni, ma che fa rumore solo se a riceverlo è il Napoli. Un episodio che cancella qualsiasi lamentela precedente.

Davvero funziona così?

Su Vergara il contatto c’è. Non è violento, non è plateale. Ma i tacchetti finiscono sulla scarpa e oggi lo step on foot è punibile. Le indicazioni vanno in quella direzione. Se applichiamo il regolamento, quello è fallo. Non possiamo decidere in base all’intensità percepita o alla simpatia verso una squadra, o se dobbiamo farlo che sia in una direzione unica.

E allora allarghiamo lo sguardo, torniamo all’inizio della gara, esattamente dopo 30 secondi dal fischio di Massa a Genova. Torniamo all’errore di Buongiorno con Meret che esce e mette la gamba. A prima vista per tutti era rigore senza se e senza ma, ma poi esistono le immagine, e le immagini hanno mostrato chiaramente Vitinha trascinare la gamba per cercare il portiere azzurro, si vede nettamente l’attaccante essere in caduta ancor prima di incontrare la gamba di Alex. Un tempo, senza Var, questo tipo di intervento veniva punito sempre con un penalty, oggi però ci hanno insegnato che con le immagini si possono valutare diversi aspetti, e qualche dubbio, forse resta.

Come se non bastasse, il Napoli, la famosa gara contro il Genoa in cui avrebbe avuto l’aiutino, l’ha finita anche in 10, perché Juan Jesus è stato espulso per somma di ammonizioni. E andando ad esaminare la dinamica dei due cartellini sventolati da Massa, i dubbi sono enormi, soprattutto sul primo. Perché il numero 5 è stato ammonito a gioco fermo per un gesto antisportivo, giustamente lui è stato antisportivo, mica Vitinha che voleva furbamente andare in porta dopo il fischio di Massa. Una punizione fin troppo severa, data la dinamica e l’entità del contatto. Bastava un avvertimento e il secondo giallo non avrebbe portato all’espulsione. Una linea dura? L’accettiamo, ma deve valere sempre.

Perché invece qualche giorno dopo contro il Como Ramon è stato graziato due volte. Ramon non avrebbe dovuto finire la partita, non perché Fabregas da buon volpone di campo lo ha cambiato, ma perché doveva essere espulso, a maggior ragione se quelli di Juan Jesus contro il Genoa erano falli.

E il grande problema di questa stagione fallimentare per gli arbitri nasce da qui non dall’errore, ma dalla differenza di metro. Prima del VAR certi contatti leggeri non si fischiavano mai. Oggi sì. Prima il contatto attaccante-portiere era quasi automatico. Oggi si analizza se c’è ricerca del fallo.