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Mettendo insieme tutti i dati (numeri che raccontano una gestione non solo sostenibile, ma eccellente), emerge un fatto difficilmente contestabile: Antonio Conte, nella sua carriera, ha avuto una media infortuni pari o inferiore a quella dei top club europei. Questo rende una cosa chiara: la definizione di Conte come “allenatore che logora i calciatori” non è supportata dai numeri. E allora a Napoli? 24 infortuni per 16 giocatori ko a metà stagione: un'anomalia. Un dato che, nella carriera del leccese, non trova precedenti. Dal momento in cui i numeri - che, fino a prova contraria, sono inconfutabili - assolvono Conte, la domanda sorge spontanea: il Napoli dispone di un comparto medico e di prevenzione all'altezza dei carichi di lavoro previsti dal metodo Conte? La programmazione atletica è stata realmente condivisa e supportata? Questo difficilmente verrà a galla, ma la certezza è e sarà sempre una sola: Antonio Conte non è il problema che qualcuno vuole farci credere che sia.


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