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editoriali

Bigon, l’ex ingiustamente dimenticato: l’uomo che ha gettato le basi per un grande Napoli

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Napoli-Bologna è la gara dell'ex Riccardo Bigon. L'attuale DS degli emiliani ha ricoperto l'incarico in azzurro per quasi 6 anni

Domenico D'Ausilio

Napoli-Bologna è la gara dell'ex che non ti aspetti: Riccardo Bigon. L'attuale direttore sportivo degli emiliani ha ricoperto lo stesso incarico in azzurro per quasi sei anni: dall'ottobre 2009 a giugno 2015. Il suo arrivo a Napoli è legato a quello di Walter Mazzarri. Il tecnico toscano prese il posto dell'esonerato Roberto Donadoni nel 2009 e portò con sé il fido Riccardo. Il connubio tra i due ebbe inizio nel 2004 ai tempi della Reggina e si è protratto fino al 2013, anno in cui Mazzarri lasciò Napoli per l'Inter.

Bigon, l'uomo che ha gettato le basi del Napoli del futuro

Bigon

Riccardo Bigon nel 2009 prese il posto del potente direttore generale Pierpaolo Marino, licenziato da De Laurentiis a cause di alcune divergenze. Il figlio di Albertino (allenatore del Napoli del secondo scudetto) ha subito sentito la pressione della passionale piazza di Napoli: sia per il pesante cognome che porta che per l'eredità che gli ha lasciato il dirigente campano. Il suo operato spesso è stato sottovalutato in quel periodo, ma con occhio critico ci sentiamo di rivalutare il lavoro di Bigon in azzurro, sia per la sua signorilità che per la sua competenza in ambito calcistico che ha permesso al Napoli di gettare le basi per l'attuale rosa, competitiva per arrivare al successo.

I campioni portati in azzurro

Il primo grande campione portato da Bigon a Napoli è Edinson Cavani nel 2010. L'uruguaiano fu acquistato per non far rimpiangere il partente Quagliarella in prestito con obbligo di riscatto dal Palermo per una cifra complessiva di 17 milioni. Col senno di poi, è stata un'operazione eccellente visto che Cavani ha segnato la bellezza di 104 gol in azzurro in tre anni e fu rivenduto per 64 milioni al PSG. Ma la sessione estiva del calciomercato 2013 è quella del suo capolavoro assoluto. Con l'arrivo di Benitez sulla panchina del Napoli arrivarono Higuain e Mertens, rispettivamente primatista di gol in Serie A in una sola stagione con 36 gol e recordman di reti segnate in azzurro a quota 135, oltre a Reina, Albiol, Callejon (i cosiddetti "scarti spagnoli", ma che invece hanno reso tantissimo) e il colombiano Duvan Zapata, acquistato per 7 milioni e ceduto alla Sampdoria per 20. Ghoulam e Jorginho completarono il quadro nella sessione invernale. Nel 2014 fu la volta di Koulibaly, semisconosciuto difensore del Genk, acquistato per 7 milioni e che oggi ha un valore almeno sette volte maggiore (secondo Transfermarkt). Tutti questi acquisti hanno contribuito, e alcuni lo fanno ancora, a portare il Napoli in una dimensione più europea e meno provinciale.

I flop

In una carriera, però, ci sono anche le battute d'arresto. L'emblema di questo aspetto è rappresentato dall'acquisto di Edu Vargas nel mercato invernale del 2012. L'attaccante cileno fu prelevato dall'Universidad de Chile per circa 13 milioni di euro. Gli unici gol in azzurro furono tre, tutti segnati peraltro in un solo match di Europa League contro l'AIK Solna. Fu ceduto all'Hoffenheim nel 2015 per 6 milioni. Altri calciatori che non hanno reso quanto sperato ricordiamo: José Sosa, Victor Ruiz, Fideleff, El Kaddouri e Gabbiadini. Dopo il deludente quinto posto in campionato e il conseguente mancato approdo in Champions, Bigon lascia il Napoli e firma un triennale con il Verona. Resta un solo anno nella città di Romeo e Giulietta a causa della retrocessione in B dei veneti. Nel 2016 firma per il Bologna, diventando il nuovo direttore sportivo.

Bigon cuore azzurro

Dunque, ci sentiamo di rivalutare l'operato di Riccardo Bigon a Napoli, un uomo legato al club partenopeo per il secondo scudetto vinto da suo padre Albertino nel 1990 ed orgoglioso del suo apporto alla causa azzurra fin da subito con la sua celebre frase nel 2010, alla vigilia del match contro il Liverpool in Europa League: "Siamo arrivati da undici mesi e giocheremo ad Anfield Road con il Liverpool. Negli ultimi sedici anni, i tifosi ci giocavano con la Playstation".

A cura di Domenico D'Ausilio

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