Partiamo dal campo: il secondo tempo della squadra di Conte, come troppe volte è accaduto in questa stagione, è durato 10 minuti. Poi un drastico calo che si paga in termini di risultato ma anche di fiducia per le prossime gare. Si apre un interrogativo sempre più grande sulla forma fisica e sulla condizione mentale degli azzurri. Per questo diciamo che per il Napoli sarà dura difendere il piazzamento in Champions, ma ancora una volta non possiamo che appigliarci all’impegno che ci mette questa squadra. L’altro aspetto da evidenziare è il fallimento del Var. Ancora una volta la squadra di Conte viene penalizzata dalle decisioni arbitrali: una gestione dubbia della tecnologia che ha portato a un duro e giustificato sfogo del ds Manna nel post partita. Una rabbia verso un protocollo Var applicato a casaccio e che sta completamente distruggendo il calcio. Non è la prima volta che il Napoli viene duramente penalizzato, non è la prima volta che in questo campionato una partita viene stravolta da errori gravissimi che certificano l’inadeguatezza della classe arbitrale, non adatta a dirigere gare di questo livello. Ora attendiamo che a rendersene conto siano tutte e 20 le società di Serie A: nonostante qualcuno ogni tanto vada davanti alle telecamere a pensare solo al suo orticello, è ora di fare quadrato e di invocare regole certe e chiare. A Castel Volturno Conte deve far gettare alla squadra questi fantasmi alle spalle. Il Napoli deve guardare al futuro e soprattutto guardarsi indietro: perdere il quarto posto sarebbe un clamoroso fallimento che andrebbe oltre le “scuse” degli infortuni e della scarsità degli arbitri italiani. Si guardino tutti in faccia e rialzino la testa per un popolo che merita rispetto e impegno fino all’ultimo secondo di gioco.
A cura di Giovanni Frezzetti
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