Calcio Napoli 1926
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editoriali

Allegri faccia poco il gradasso: da Garbutt a Herrera, quando il ritorno all’ovile è un dramma

(Getty Images)

Occhio Max che (con quel centrocampo) la situazione è seria...

Giovanni Ibello

Qualche breve considerazione dopo il duro faccia a faccia Allegri-Spalletti

"Il Napoli ha fatto una bella partita ma ha concluso poco e niente, l'episodio sfavorevole ha cambiato l'inerzia della gara". Con queste precise parole Max Allegri si è prestato ai microfoni del sabato sera. Per la verità, il post ci ha offerto un Allegri in versione piemontese falso cortese, altro che aplomb british! Il vecchio Max prima si è mostrato calmo e riflessivo, poi ha "dato di matto". Insomma, era un ordigno pronto a detonare.

Allegri in versione "piemontese falso cortese". La lite con Spalletti...

 (Getty Images)

Volendo entrare nel merito delle sue considerazioni, lasciamo che siano i numeri a fare chiarezza. Lo scout dell'incontro ci racconta che il Napoli ha tirato per 24 volte verso la porta "sommariamente" difesa da Szczesny, mentre in casa Juve sono solo 7 i tentativi a rete.Anche il dato degli attacchi pericolosi è impietoso e recita: 71 a 21 per la banda Spalletti.

La storia del calcio dice che le minestre riscaldate raramente funzionano

Numeri a parte, il post-gara ha 'scoperchiato il vaso di pandora', facendo deflagrare gli umori uterini del livornese. Allegri si becca ben 9 milioni di euro all'anno, roba da stare in vacanza extralusso per il resto della vita...  Eppure la storia del calcio dice che le "minestre riscaldate" raramente hanno prodotto gli effetti desiderati. Chi vi scrive pensa a Luis Vinicio, al Lippidella Nazionale (dal trionfo di Berlino alle "pernacchie" sudafricane), ma ci sono altri fulgidi esempi che vale la pena riproporre. William Garbutt che curiosamente è stato il primo allenatore della storia del Napoli, ritorna al Genoa nel 1937 e dopo aver vinto tre scudetti con il club ligure - contribuendo peraltro alla creazione della leggenda del Grifo - rimedia un misero decimo posto. E che dire del rientro all'ovile di Helenio Herrera? Tornato a guidare le sorti dell'Inter, l'ultimo hombre vertical prima si libera dell'odiato Mariolino Corso (spedito a Genova per direttissima), poi prova a rinverdire i fasti del decennio precedente. Peccato che la grandeur nerazzurra fosse ormai un capitolo chiuso. Paradossalmente, l'orgoglio di Herrera viene "salvato" da un grave problema di salute. L'otto febbraio del 1974, dopo otto mesi a dir poco rovinosi, una broncopolmonite lo costringe a lasciare la panchina della beneamata.

Lite tra "toscanacci"? C'è poco da ridere

Lo psicodramma di Allegri è suffragato dalla storia. Lite tra toscanacci? C'è ben poco da scherzare, il fatto è serio. Può fingere quanto vuole il guru Max (guru fino a un mese fa, sia chiaro), ma la verità  - almeno secondo il parere di chi scrive - è che la Juve senza Marotta può e deve essere sventrata. Non si contano gli errori degli attuali dirigenti, errori prontamente appianati dalle ricapitalizzazioni di mamma Exor. Beninteso, il Napoli deve ancora trovare una sua precisa identità di gioco, ma anche alla luce delle difficoltà delle avversarie, porsi dei limiti potrebbe essere un'imperdonabile leggerezza. A ferragosto abbiamo scritto che la geografia del calcio italiano sta cambiando e che ci sono diversi motivi per dire basta alla depressione post Napoli-Verona. Considerato l'avvio di stagione (del Napoli e delle dirette rivali) non possiamo che ribadire con maggiore convinzione questo banale concetto.

A cura di Giovanni Ibello