Allan-Napoli, ricominciamo dall’anno vecchio

Allan-Napoli, ricominciamo dall’anno vecchio

di Sabrina Uccello
Maresca Allan Napoli rinnovo

A fine ottobre del 2018, con Carlo Ancelotti sulla panchina del Napoli, per Allan arriva la gioia (professionalmente) più grande. Il centrocampista, esploso nel 4-3-3 di Sarri, viene convocato da Tite per la prima volta in vista delle amichevoli con Uruguay e Camerun. Vestire la maglia del Brasile non è più un’utopia. Il calciatore azzurro non delude: in Nazionale si afferma e nemmeno per qualche momento il commissario tecnico dei verdeoro si pente di aver dato ascolto al suggerimento di Sylvinho.

D’altronde impossibile era ormai diventato ignorare il livello altisonante raggiunto da Allan nelle varie prestazioni tra campionato e Champions League. Sarri l’aveva forgiato, ma con Ancelotti ha mantenuto la stessa costanza d’eccellenza: il Liverpool di Salah, sfidante del Napoli anche ai gironi della scorsa edizione di Champions, ricorderà i mal di testa.

Il 2019 di Allan

Cos’è accaduto nel 2019? Gennaio galeotto. A inizio anno è giunta a De Laurentiis una proposta ghiotta dal PSG. Lo sceicco Nasser Al-Khelaifi per avere Allan in squadra si è spinto vicino ai 70 mln di euro. Tuttavia, il Napoli sognava la quota 100 e dal canto proprio il brasiliano che l’affare fosse di fatti concreti e non solo suadenti promesse, economiche soprattutto. Carlo Ancelotti avrebbe optato per accontentarlo, ma non c’è mai stata condivisione di vedute tra domanda e offerta né l’accelerata definitiva.

Allan è rimasto controvoglia? Più che altro si è avvertita l’aria di un’occasione sciupata, probabilmente un contratto tra i più importanti della carriera. Da lì il centrocampista ha subito un visibile contraccolpo psicologico, che ha in parte condizionato il suo rendimento. Tutto ciò, mentre attorno anche lo scenario calcistico non era dei migliori: la prima stagione di Ancelotti ha visto il Napoli confermare la seconda posizione in classifica, dietro la Juventus. Un traguardo da non sottostimare, soprattutto alla luce di come sta proseguendo l’attuale campionato. La sensazione però è stata quella del salto in avanti mancato, del passo di consacrazione definitivo non avvenuto. Eterni incompiuti? Qualcosa così.

Gattuso Allan
Foto SSCN

Il presente del Napoli

La stagione calcistica attuale poi non ha portato un vento nuovo. La prima parte di campionato ha colto di sorpresa tutti e le vicende sono ben note. Nonostante gli importanti innesti di calciomercato, qualcosa al Napoli è mancata. Sinergia, confusione tattica e quindi incomprensibile espressione del gioco. Un caos culminato con le note vicende dell’ammutinamento e proprio Allan è stato tra i protagonisti principali. Ha preso lui in mano la situazione, insieme agli altri senatori dello spogliatoio, non rispettando l’ordine del ritiro dopo Napoli-Salisburgo.

Il famoso inizio della fine, culminato in multe sospese e nel cambio di panchina: Rino Gattuso è subentrato a Carlo Ancelotti. Difficile reagire in campo con serenità, se intorno c’è tutto questo e ci sono Juventus, Inter, Roma, Lazio, Atalanta, Cagliari che corrono a velocità supersonica. L’epilogo più atteso era forse, avvicinandosi gennaio, un accenno d’addio da parte di Allan.

Invece no, per fortuna.

Il rinnovo di Allan

Nonostante l’evidente altalenanza nelle prestazioni del brasiliano, Allan non ha smesso di essere fondamentale per il Napoli. Nell’incompreso 4-4-2 per caratteristiche dei giocatori in rosa e nel ritrovato 4-3-3, la sua versatilità è stata necessaria per tenere le fila di un centrocampo sbrigliato. L’unico che è riuscito a provare ad adattarsi da regista e la sua assenza, per infortunio, si è fatta sentire chiaramente.

Il Napoli lo sa così come sa Allan che insieme si può fare meglio e di più. Ecco allora la svolta: il rinnovo, di cui si è cominciato a vociferare nel mese di dicembre. Le parti sono già entrate in contatto e sembrano d’accordo nel sancire un nuovo vincolo. Con l’attuale contratto in scadenza nel 2023, il Napoli propone ad Allan un prolungamento di un anno, giungendo a 3 mln netti d’ingaggio. Nessuna clausola rescissoria nel contratto.

Un modo per dimenticare i 6 mln che avrebbe messo sul piatto il PSG e riconoscere al calciatore l’importante contributo da quando veste l’azzurro. Anno nuovo, vita nuova? Anche la vita precedente all’ammutinamento male non era. Vedete un po’ voi.

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