Il centravanti chiama in causa giocatori, allenatore e società. Il contratto è valido fino al 2030 e la clausola rescissoria è attivabile da società estere dall'estate 2027

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Ritiro dopo il ko con il Porto: tensioni De Bruyne-Rrahmani, Allegri in bilico

La pesante sconfitta contro il Porto ha lasciato il segno in casa Napoli. Il 4-1 incassato al Do Dragão ha alimentato ulteriormente le tensioni attorno alla squadra di Massimiliano Allegri, ma a colpire sono state soprattutto le dichiarazioni di Rasmus Hojlund al termine della partita. L'attaccante danese ha preso apertamente le distanze dall'analisi del proprio allenatore, che si era detto soddisfatto della prestazione degli azzurri nonostante il risultato negativo. Una posizione chiara, quella del centravanti, che non ha cercato giustificazioni: «Non sono d'accordo: non abbiamo giocato una buona partita, non abbiamo giocato bene. Dobbiamo smettere di perdere le partite, adesso sono davvero tante. Tutti dobbiamo guardarci allo specchio, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, dai giocatori all'allenatore e alla società». Parole che fotografano la delusione per un momento particolarmente complicato e che chiamano in causa tutte le componenti del club.

Rasmus Hojlund

Hojlund, rendimento sotto le aspettative: tre gol in 13 presenze

Come riportato da Tuttomercatoweb, anche i numeri personali di Hojlund raccontano una prima parte di stagione tutt'altro che semplice. Il danese ha collezionato 13 presenze nelle prime 14 gare del Napoli, per un totale di circa 1.000 minuti in campo, trovando la via del gol soltanto in tre occasioni. Le reti sono arrivate contro Como, Inter e Monza. Le prime due, però, non sono state sufficienti per evitare altrettante sconfitte, mentre quella contro i brianzoli ha contribuito al successo per 4-1. Un bottino che non rispecchia le aspettative riposte nell'attaccante, arrivato in azzurro per diventare un riferimento del reparto offensivo. Non tutte le responsabilità, però, possono ricadere sul numero nove. In diverse occasioni Hojlund si è ritrovato a dover lavorare lontano dall'area avversaria, spendendo molte energie nella gestione dei palloni e nel confronto fisico con i difensori. Anche contro il Porto la sua è stata una partita di sacrificio, con poche opportunità per incidere negli ultimi metri.

Clausola da 85 milioni: cosa può succedere in estate

Un altro aspetto da tenere in considerazione riguarda il futuro del centravanti. Hojlund è arrivato al Napoli nell'estate del 2025 con la formula del prestito oneroso e obbligo di riscatto condizionato. La scorsa estate il club azzurro ha completato l'acquisto a titolo definitivo, investendo complessivamente circa 50 milioni di euro. Il contratto del danese è valido fino al 30 giugno 2030, con opzione per un'ulteriore stagione. Nell'accordo, inoltre, è prevista una clausola rescissoria da 85 milioni di euro, attivabile dall'estate 2027 da parte di società estere. Al momento non sembrano esserci segnali concreti di una possibile separazione. Il Napoli continua a considerare Hojlund una pedina importante del proprio progetto e gli eventuali interventi sul reparto offensivo a gennaio non sembrano destinati a coinvolgerlo direttamente. Molto, tuttavia, dipenderà dal rendimento dei prossimi mesi. Il danese dovrà ritrovare gol e continuità, mentre il Napoli è chiamato a risolvere problemi che vanno ben oltre il singolo reparto. La delusione manifestata dopo il Porto dimostra che anche all'interno dello spogliatoio è cresciuta la consapevolezza della gravità del momento. Adesso, però, serviranno risposte concrete sul campo.

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