Colpire un’intera collettività per responsabilità attribuibili a pochi non significa prevenire, ma sacrificare il principio di responsabilità personale.
Gli eventi richiamati nel provvedimento si riferiscono agli scontri verificatisi sull’autostrada A1, nel tratto tra Ceprano e Frosinone, prima di Juventus-Napoli. Si tratta di fatti gravi che, qualora accertati, devono condurre all’individuazione e alla punizione dei singoli responsabili. Tuttavia, la mancata tempestiva identificazione di alcune decine di soggetti non può tradursi in una sanzione collettiva e prolungata nei confronti di un’intera tifoseria.
La sproporzione appare ancora più evidente se confrontata con casi recenti: in occasione dell’episodio che ha visto coinvolti sostenitori dell’Inter, a seguito del lancio di un petardo in campo con rischio per l’incolumità di un calciatore, è stato disposto un divieto di trasferta circoscritto nel tempo ed escludendo il derby. Nel caso del Napoli, invece, il divieto si estende fino al termine della stagione, interessando indistintamente tutti i residenti in Campania e comportando la chiusura totale del settore ospiti.
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