La Serie A martoriata dalle Nazionali: a marzo non si commetta lo stesso errore! – EXPLICIT

Come volevasi dimostrare, la sosta delle Nazionali non ha per nulla giovato alle squadre di club, per usare un eufemismo. Moltissimi i casi di infortunio accorsi ai calciatori, altrettanti i casi di positività emersi nei ritiri delle varie Selezioni. La Serie A è stato uno dei campionati più martoriati 

Si va da Osimhen, che si è lussato la spalla destra in Nigeria-Sierra Leone, a Bonucci che ha accusato un risentimento agli adduttori. Passando per Mattia Zaccagni del Verona che ha avuto la stessa sorte dello juventino. Anche altri due calciatori del club scaligero, Mert Cetin e Matteo Lovato, sono stati sostituiti dai rispettivi ct di Turchia e Italia Under 21 per un infortunio. Risentimento muscolare anche per OspinaRabiot convocati da Colombia e Francia. Sanchez si è nuovamente fermato in allenamento con il Cile. Roberto Pereyra ha salutato Lautaro e compagni per rientrare acciaccato ad Udine. Hakimi, toccato duro in Repubblica Centraficana-Marocco, è in forte dubbio per la sfida di domenica tra Inter e Torino. Lykogiannis del Cagliari, impegnato con la Grecia, ha riscontrato una distrazione di primo grado al polpaccio sinistro. Criscito è stato costretto a lasciare anzitempo il ritiro della Nazionale per un fastidio al ginocchio. Anche Alexis Saelemaekers è dovuto rientrare anticipatamente a Milano per un’infiammazione al pube. 

Per non parlare della questione Covid-19. Le amichevoli e gli impegni di Nations League hanno restituito alle società alcuni calciatori positivi al Coronavirus. È il caso di Milinkovic Savic, Kolarov, HysajMalinovskyiBrozovic Lazovic 

E potrebbe non essere finita qui, visto che resta ancora un’altra giornata di ansia, “utile” ai calciatori per infortunarsi o per contrarre il virus. 

Il caso Nazionali, tra amichevoli e Nations League

Nonostante il forte conflitto tra club e Nazionali sia una vicenda all’ordine del giorno da quando esiste il calcio, stavolta vale la pena andare più nel profondo. In un periodo come quello che si sta vivendo, totalizzato dalla vicenda epocale del Coronavirus, è necessario battere sulla questione. Non era per nulla indispensabile (almeno valutando i pro e i contro) disputare partite amichevoli o una competizione, la Nations League, che praticamente, come appeal, è pari a zero. Quello che si è determinato ora, è ormai cosa bella e fatta. Ma ci sono altre due date in programma per gli impegni delle Nazionali: il 22 e il 31 marzo. Nel periodo in cui, la maggior parte delle volte, si decidono i campionati.

Si pensi, a inizio primavera, con il primo caldo, con un carico di fatica ancora più pesante di quello attuale (derivante da un calendario fin troppo fitto), con la situazione della Pandemia ancora non ben definita, con gli impegni delle Coppe Europee e delle Coppe nazionali, cosa potrebbe accadere…

Gli amanti delle ‘partite a tutti i costi’ non considerano che potrebbero assistere non più a uno spettacolo, bensì a match qualitativamente molto bassi? 

“Il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”

Guardiola
Pep Guardiola, Manchester City (Getty Images)

Con tali prospettive sarebbe davvero assurdo proseguire su questa falsa riga. Infatti, qualcosa si sta già muovendo: la FIFA, recentemente, è intervenuta su questo argomento, decidendo che i club potranno bloccare le convocazioni, evitando di far partire i propri tesserati verso mete a rischio. Questo fino a fine 2020, si vedrà se sarà deciso di rinnovare questa possibilità nell’anno nuovo. Forse, però, è ancora troppo poco. Allora, nuove azioni di cosiddetto ‘boicottaggio’ potrebbero arrivare direttamente dai club. In Italia, da De Laurentiis a Marotta fino a Fonesca e Simone Inzaghi, il coro di protesta si sta facendo sempre più alto. Un forte eco risuona anche oltremanica: Solskjaer, Guardiola e Klopp hanno già, per così dire, iniziato la loro battaglia contro i troppi impegni, compresi quelli delle Nazionali. 

L’idea è che la questione sia molto più antica delle vicende recentemente agli onori della cronaca. A prescindere dalle Selezioni e dal Coronavirus, servono nuove regole, nuovi format e nuovi calendari per il calcio?  

 “Il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune” scriveva Alessandro Manzoni. 

Ai tempi nostri quel senso comune ha un solo ed unico nome: dio denaro… 

 

a cura di Giuseppe Canetti

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