Napoli, punta ancora alla porta e non guardarti allo specchio! – EXPLICIT

Anno nuovo, nuovo Napoli? Così è sembrato guardando la prima uscita azzurra del 2021 contro il Cagliari. Alla Sardegna Arena si è vista una squadra bella, propositiva, ma che soprattutto ha giocato guardando la porta avversaria. Molto spesso, infatti, il linguaggio del corpo dice molto di più di tante statistiche e tecnicismi vari: quando un calciatore si muove mirando all’obiettivo da raggiungere, quest’ultimo probabilmente sarà centrato. Nel momento in cui, invece, riceve palla e si gira a guardare i suoi compagni (più sgomenti di lui) è finita: vuol dire che non sa cosa fare, che non c’è uno spartito. Questo può capitare sì, ma quando capita troppo spesso c’è qualcosa non va.

Per fortuna la sosta è stata come manna caduta dal cielo e l’atteggiamento sembrerebbe essere cambiato. Così come è cambiato il passo di Piotr Zielinski, che sta iniziando ad essere meno intermittente nell’esprimere la sua sontuosa genialità. Quello che è rimasto identico, invece, è l’impegno del Capitano, Lorenzo Insigne, le cui prestazioni di grande personalità, qualità e sostanza non fanno più notizia. Idem per quanto riguarda Hirving Lozano, che ha scardinato la difesa dei sardi prima di mettere il suo personale timbro sul tabellino. Il messicano appare rigenerato dopo un’annata trascorsa a nascondersi o inciampare nei suoi piedi. Bakayoko ha recuperato da solo il doppio dei palloni di tutta la squadra sarda: è l’uomo che serviva in mezzo al campo. La fase difensiva è ancora da migliorare, anche se comunque i partenopei hanno la retroguardia meno bucata della Serie A.

Ora, però, basta specchiarsi.

“Napoli, ora basta specchiarsi…”

CAGLIARI, ITALY – JANUARY 03: Piotr Zielinski of Napoli celebrates his team’s first goal during the Serie A match between Cagliari Calcio and SSC Napoli at Sardegna Arena on January 03, 2021 in Cagliari, Italy. (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Un Napoli spumeggiante, un Napoli da fuochi d’artificio. Sì, a Cagliari sì. Ma ora calma e serietà. Esaltarsi per un 4-1 non è una novità per l’ambiente partenopeo: si pensi al post-Atalanta e non solo. Alla larga vittoria contro i bergamaschi seguì la sconfitta interna contro l’AZ, mentre sempre contro gli olandesi gli azzurri offrirono una prestazione stucchevole dopo aver dominato la Roma con la maglia albiceleste. È accaduto fin troppe volte di esaltarsi per una buona uscita e fin troppe volte ci si è depressi appena dopo qualche giorno per un tonfo inaspettato. Calma, è anche questione di credibilità…

Gattuso lo sa ed è preoccupato, vuole vedere “più veleno…”.

Napoli, il Napoli e quella mentalità che manca

gattuso miastenia
(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Colpa anche dell’ambiente?

La piazza molte volte ha trasmesso messaggi negativi alla squadra e la squadra non è mai stata troppo forte nel reggere la pressione: i complimenti e le glorificazioni si fanno alla fine, quando si ha in mano un trofeo da baciare. E questo, a Napoli, è accaduto molto raramente. Dimostrazione che, oltre l’equilibrio, latita una certa abitudine a vincere. Da parte del club ma pure dell’ambiente. Anche nel favoloso ultimo anno di Sarri si è ceduto clamorosamente nell’intreccio decisivo Inter-Juventus/Fiorentina-Napoli. Vicenda nota anche come “Lo Scudetto perso in albergo”. Ipotesi abbracciata in plebiscito…

La critica può essere costruttiva (se non esagerata)

Gattuso non era ieri un brocco e non è un fenomeno oggi. La critica può servirgli molto per ottenere da allenatore quello che ha ottenuto da calciatore. Ad oggi è un tecnico che sta crescendo professionalmente. Ha ottime doti, ma anche tanto da dimostrare. Proprio come gli uomini a sua disposizione, il cui valore indiscutibile talvolta viene utilizzato discutibilmente. A proposito, il pasticcio Osimhen dimostra in pieno come ci sono anche lacune extra-campo da risolvere. Chiudere la questione in maniere esemplare, ma senza strascichi, sarà la prova del 9 per la società azzurra.

Il Napoli, dopo aver battuto il Cagliari, sfiderà lo Spezia. Un match da prendere con le molle

Veniamo dunque allo Spezia. La gara sulla carta non è troppo difficile: si gioca in casa e i liguri avranno delle assenze importanti per squalifica e a causa del Covid. Attenzione, però, gli azzurri non dovranno scendere in campo sentendosi superiori. Si rischia di ripetere la disfatta con il Sassuolo, che pure venne a Fuorigrotta orfano di Caputo, Berardi e Djuricic ma riuscì a vincere ugualmente. Vincenzo Italiano si presenterà al Diego Armando Maradona per strappare un pari che varrebbe oro e potrebbe essere molto difficile trovare varchi nella difesa bianconera. Frenesie e nervosismi sono già costati caro al Napoli in molte occasioni. La partita andrà affrontata con grande umiltà e probabilmente anche in maniera tatticamente diversa da quanto fatto domenica contro i rossoblu di Di Francesco. La determinazione a conquistare il successo e la pazienza saranno fondamentali.

Per intendersi, il “Te spiezzo in due” o “Te Spezio in due” sarà un obiettivo da raggiungere senza prendere sotto gamba il match.

 

a cura di Giuseppe Canetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy