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A lezione di tattica con mister Conte – Napoli-Juventus spiegata con il subbuteo |VIDEO

Nella rubrica “A lezione di tattica da mister Bruno Conte” (contributo video a cura di Bruno Conte, il nostro tecnico con tanto di “patentino”) lo scopo è quello di evidenziare attraverso il “mitico” gioco da tavolo Subbuteo le trasformazioni tattiche del match giocato dal Napoli (guarda il video in allegato a questo articolo).

Un Napoli operaio piega una Juventus boriosa

Rrahmani
(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Oltre la tattica: un Napoli operaio e disciplinato piega 1 a 0 una Juventus boriosa e soprattutto riscatta almeno emotivamente l’eliminazione in Coppa. Partita per almeno settanta minuti da subbuteo, non memorabile, decisa da un rigore di Insigne.La rinnovata titolarità di Osimhen, nonostante i postumi dell’infortunio, testimonia quanto sia decisivo nell’idea di Napoli che vuole Gattuso: questa volta è 4-2-3-1 visto nel secondo tempo di Bergamo, con Insigne da rifinitore, Zielinski e Bakayoko partner di centrocampo e la conferma obbligata dei centrali difensivi Rhamani e Macskimovic.

Napoli che conferma di trovarsi più a suo agio quando l’avversario controlla il possesso, evitando situazioni scomode e che ultimamente sono ad alto rischio, come il timing sbagliato nelle situazioni di pressing oppure, nella fase di possesso, la costruzione dal basso fiacca e prevedibile. Nel momento migliore della Juventus, spesso gli azzurri con umiltà si sono affidati al rinvio lungo dal fondo. Sta di fatto che il Napoli, abbassando il baricentro e la linea di pressing, abbia formato più un 4-4-1-1, tenendo al sicuro i due mediani con Politano e Lozano sulla linea di centrocampo, pronti poi con le loro doti di conduzione palla a ripartire, stando in agguato sui numerosi passaggi orizzontali dei bianconeri. In chiusura di partita, un robusto 4-1-4-1 con Bakayoko davanti la difesa.

I bianconeri di Pirlo

SSC Napoli  v Juventus - Serie A
Andrea Pirlo (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC via Getty Images)

Juventus con un 4-4-2 con gli esterni invertiti, almeno inizialmente, Bernardeschi a destra e Chiesa a sinistra. Non schierare subito Mkennie, uomo tra le linee, ha sottratto un problema al Napoli. Raramente gli uomini offensivi di Pirlo sono riusciti a trovare uno spazio libero in trequarti o di inserimento. Una situazione, questa, di gioco che tanto fa soffrire il Napoli. In particolare Bakayoko e Zielinski che per caratteristiche sono poco inclini a seguire e coprire gli inserimenti avversari. Discretamente, Rhamani e Maksimovic sono riusciti a controllare in marcatura Ronaldo e Morata, gli attaccanti di riferimento, facendo scivolare la linea difensiva sempre puntuale anche con un lavoro più attento di Lorenzo e Hysai. Aver dato, poi, un grattacapo difensivo a Cuadrado con l’elettricità di Lozano è stato salutare per appiattire la partita e aumentarne il tatticismo.

Anche il meccanismo in fase di costruzione della Juve con Betancur o Rabiot che si abbassava tra i centrali – nel calcio, prende il nome di salida lavolpiana – è stato sterile e ben assorbito dal Napoli poiché nessuno tra i due centrocampisti della Vecchia Signora aveva le qualità di verticalizzare nel corto e nel lungo di Arthur.

Meret decisivo

Meret
(Getty Images)

Non bisogna, tuttavia, lasciarsi appannare dalla vittoria. Meret ha salvato con un paio di interventi il risultato e nel secondo tempo la Juventus, francamente leziosa, è stata padrona del campo col Napoli basso a difendersi. Esserci riusciti può caricare le energie psicofisiche per i prossimi importantissimi appuntamenti, uno su tutti l’impegno in Europa League col Granada.

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Contributo a cura di mister Bruno Conte

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