A lezione con il mister: nuova partita, vecchi problemi! E ora cosa aspettarci per la partita di mercoledì… VIDEO

Nuova partita, vecchi problemi: la settima sconfitta in venti partite di campionato del Napoli col Genoa segue il ritornello delle occasioni sprecate degli azzurri e il cinismo spietato degli avversari. Ma giudicare la partita tatticamente significa estrapolare i dati, i numeri ed inserirli nel contesto della partita. E soprattutto non lasciarsi condizionare dalle sensazioni.

Genoa Napoli, nuova partita vecchi problemi!

In ogni partita ci sono delle strategie pre-gara a confronto che rispondono alle caratteristiche degli avversari, i punti forza e punti deboli e alla propria identità di gioco. In questo senso, il Genoa tatticamente è parso, soprattutto nel primo tempo, più pronto del Napoli: ha avuto sin da subito le idee chiare su come attaccare il Napoli, su come pressarlo e come difendere.

Il Napoli avrebbe meritato almeno il pareggio? Sì, certamente, ma il Genoa ha fatto la sua onesta partita e ha sfruttato a pieno le occasioni avute. Anche il primo gol subito che sembra dovuto esclusivamente ad un errore puerile di Macksimovic, di postura come l’ha definito Gattuso, in realtà, è stato indirizzato dal sapiente pressing offensivo genoano in uscita sulla costruzione dal basso balbettante del Napoli.

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Genoa schierato con un compatto 3 5 1 1 con Pandev dietro l’unica punta Destro; Napoli ritornato al 4 3 3 con le mezzali tecniche Zielinski e Elmas ai lati del regista Demme. A differenza del primo, il secondo gol avviene dopo una lunga fase di possesso degli uomini di Ballardini che sorprendono il Napoli a difesa schierata con un filtrante di Zajc su Pandev: Demme e Zielinski fuori tempo, Macksmovic e Manolosa troppo piatti nel seguire il sempiterno Goran in area di rigore.

Napoli spreca, Genoa raccoglie

(Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Napoli più vivo nel secondo tempo. L’intuizione di Gattuso di retrocedere Politano da interno con Lozano nel suo ruolo abituale di esterno e un Di Lorenzo più volitivo in fascia, ha mostrato ottime soluzioni in catena, formata dai tre sopra, contribuendo alle azioni più pericolose degli azzurri.

Di contro, il Genoa, arroccato dietro la linea della palla per una strategia più conservativa nel secondo tempo, sfruttava centimetri e fisicità per aumentare la densità al centro del campo.

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Cosa aspettarci mercoledì nella semifinale di ritorno contro l’Atalanta? Col 4 3 3 il Napoli è ovvio che ci sia maggiore incisività nella metà campo offensiva, ma le soluzioni d’attacco della dea fanno più paura: l’impressione è che se Gattuso ritornasse al 3 4 3 mostrato all’andata avrebbe perso l’occasione contro il Genoa di dare continuità al modulo che nei suoi piani consentirebbe maggiori chance di accedere in finale di Coppa.

Contributo a cura di Bruno Conte, allenatore Uefa C

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