Il silenzio “sospetto” di De Laurentiis: è la quiete prima della tempesta? I possibili scenari

Il silenzio, a volte, può dire più delle parole e quello di Aurelio De Laurentiis trasmette sicuramente tanto. Forse troppo se si considera che da quando è alla guida del SSC Napoli il patron azzurro ha abituato tutti alle sue “vulcaniche” dichiarazioni.

L’imprenditore ha saputo tuffarsi nel suo nuovo mestiere di presidente di una squadra di calcio, come sua consuetudine, a cento all’ora, ritagliandosi un ruolo da protagonista in uno degli show più seguiti al mondo, in una delle piazze più calde in assoluto. Da produttore col fiuto, ha saputo attrarre al suo fianco figure di spicco con le quali tende a far coppia senza che questi gli facciano ombra, proprio come accade nel cinema. Il Napoli è e deve essere De Laurentiis. Tuttavia, la star partenopea, in quest’ultimo periodo, appare calma ed estremamente riflessiva, così iniziano a sorgere i primi dubbi sul reale motivo della sua tranquillità.

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Il silenzio di De Laurentiis

Foto by Getty

Il 24 dicembre, in un’intervista a Radio Capital, ha rilasciato qualche dichiarazione riguardo il ricorso accolto dal Collegio di Garanzia del CONI, una frecciatina a Pirlo (sempre circa l’argomento) e qualche parolina riguardante alcune vicende politiche.

Prima di allora, quasi il nulla. Dopo, il buio più totale. O meglio, il silenzio più totale.

Si potrebbe così riassumere la cronologia delle uscite pubbliche dell’ultimo mese del massimo esponente della compagine partenopea, chiusosi, quasi rintanatosi, in una quiete che incute timore. Un motore in stato di latenza.

Il presidente del Napoli sembrerebbe aver messo, momentaneamente, da parte quella tradizione (giusta? discutibile?) di intervenire a gamba tesa in ogni vicenda che riguardasse la sua società azzurra. Cosa, per certi versi, non affatto rassicurante. O almeno disorientante. Eppure gli argomenti in casa partenopea non mancano: la leggerezza di Osimhen, il contratto di Gattuso, le avvisaglie di una crisi tecnica e mentale ed un ambiente che ha bisogno di una scossa.

Questo tacere risulta di difficilissima interpretazione, anche perché, come si diceva, Aurelio De Laurentiis ha sempre parlato tantissimo. Lo ha fatto in ogni circostanza, in ogni luogo e riguardo ogni cosa. Celeberrimi i suoi scontri con gli allenatori, i media, i giocatori o i politici, ma anche quelli con i massimi esponenti del sistema calcio: dalla FIGC alla Lega Serie A, fino a UEFA e FIFA.

Proviamo a dare una risposta alla domanda che parecchi, in queste ore, si stanno ponendo: perché De Laurentiis non parla?

I possibili scenari

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Maturazione avvenuta

Adl da uomo di mare ha annusato il vento ed ha percepito che “il silenzio è uno degli argomenti più difficili da confutare“. Al suo quasi diciassettesimo anno di Napoli si sta avvicinando alla piena’maturità’ come presidente di una squadra di calcio? Ha sviluppato la dote della diplomazia che in molti casi sarebbe consigliabile? Poco credibile: a 71 anni non si cambia, di certo, personalità.

Aurelio De Laurentiis è un personaggio che si è sempre distinto per il suo protagonismo e la sua eccentricità, per le sue esternazioni non propriamente politically correct, per la sua intraprendenza e la sua sfacciataggine, che tra l’altro qualche piccolo risultato gli ha fatto ottenere…

Riflessioni sul progetto e voglia di lasciare

La società ha sul groppone 140 milioni di monte ingaggi (sei volte tanto i 27 milioni del primo anno di Serie A) mentre i ricavi non sono aumentati a dismisura. Anzi, se i partenopei non dovessero qualificarsi per la prossima Champions League sarebbero guai seri. Secondo il report di “Calcio e Finanza”, il Napoli è al 19° posto della Money League, ha registrato un fatturato pari a 176,3 milioni, in flessione del 15% rispetto al 2019. Gli introiti dei diritti TV, che costituiscono il 72% delle entrate totali del club, sono diminuiti di 17,7 milioni di euro (-12%). Ciò è dovuto in parte alla contabilizzazione di entrate nel’anno finanziario successivo ed in parte al peggioramento dei risultati sportivi. I ricavi commerciali sono diminuiti di 10,6 milioni di euro, nonostante il rinnovo della partnership con Kappa fino alla fine della stagione 2021/22. Il presidente azzurro, dunque, starebbe risentendo del momento di impasse che sta vivendo il club e il calcio in generale.

È pronto a passare la mano al figlio Edo (che già da quest’anno è stato investito con il ruolo di vicepresidente del club) per concentrarsi su altri investimenti che presentano margini di profitto maggiori? Se si fosse semplicemente stufato? L’indifferenza, mancanza spesso ostentata di partecipazione o interesse, sarebbe lo scenario più drammatico.

Ma anche questa ipotesi sembrerebbe da scartare visto lo spirito guerriero che ha sempre caratterizzato De Laurentiis, e la sua voglia di innovare e rivoluzionare in qualsiasi settore si cimenti. Per quando riguarda il mondo del pallone c’è ancora tanto da fare e lui è sempre apparso in prima linea nel ruolo restauratore di un sistema quasi al collasso. Da sottolineare anche che, sebbene il Napoli possa trovarsi, come tutte le squadre, a fare i conti con le difficoltà economiche derivanti dal Covid, quella azzurra resta una delle società con il bilancio più florido.

De Laurentiis sta pensando a ‘come rilanciare il Napoli’

Soltanto in qualche sparuta occasione il patron non ha fatto sentire la propria voce per lungo tempo. Una di queste è emblematica: nel rush finale del 2018, l’anno in cui gli azzurri si giocarono lo scudetto con Sarri in panchina. In quel periodo il presidente fu assente a San Siro con l’Inter, assente all’Allianz Stadium di Torino, assente al Franchi di Firenze, assente nelle ultime gare anche al San Paolo. Nessun commento sulle insistenti voci (rivelatesi poi vere) che annunciarono l’accordo sotto banco tra il tecnico toscano e il Chelsea.

Quando il presidente non parla qualcosa bolle in pentola. Si sta riorganizzando, proprio come quando seppe che Sarri avrebbe lasciato l’ombra del Vesuvio per trasferirsi a Londra. Allora la risposta fu hollywoodiana: Carlo Ancelotti.

Tacitamente starà tirando le somme dell’ultimo anno, riflettendo sulle persone che lo circondano e progettando il futuro prossimo, iniziando da questa seconda parte di stagione. Nonostante tutto, il Napoli ha ancora tutte le carte in regola per centrare gli obiettivi prefissati qualche mese fa, serve soltanto che arrivi una svolta. Colpi di scena in arrivo? Questo sembrerebbe essere il quadro più convincente.

“Conserva il silenzio tutte le risposte?”

Forse no, probabilmente sì. L’unica cosa certa è che, nella buona o nella cattiva sorte, il silenzio di Aurelio De Laurentiis durerà ancora molto poco.

a cura di Giuseppe Canetti

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