Virtus Entella, Gozzi: “Chissà quanto tempo passerà per vedere gli stadi pieni”

Virtus Entella, Gozzi: “Chissà quanto tempo passerà per vedere gli stadi pieni”

di Alessandro Silvano Davidde, @ASDavidde
Gozzi

Antonio Gozzi, presidente Virtus Entella, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Punto Nuovo. Di seguito le parole del patron del club ligure.

Virtus Entella, Gozzi: “Non so quanto tempo passerà per rivedere gli stadi pieni”

 

Televisioni –  Non si sa se DAZN e Sky continueranno a pagare. Se ci sarà un introito dal botteghino e tutto ciò spinge per cercare di fare il migliore sforzo per cercare di concludere la stagione. Magari anche a luglio, ma provare a chiudere la stagione per ottemperare agli obblighi dei vari contratti. Se un sistema come una sub fornitura elettronica italiana, fondamentale per l’industria tedesca – settore che rappresenta una delle eccellenze del commercio italiano – va in crisi, c’è rischio di essere scalzati dalla competizione di altri Paesi che continuano a lavora.

AICOsservazione miope dell’AIC, perché non tiene conto di ciò che sarà il calcio italiano dopo. C’è un problema di caduta verticale degli incassi. Ho fatto una previsione, e spero di sbagliarmi: non so quando si vedranno gli stadi pieni. Temo che se ne parlerà quando ci sarà il vaccino, secondo me. Dovremo vivere a lungo col virus e la convivenza consente – in misura di sicurezza – di far ripartire le fabbriche, ma non di assembrare così tante persone in uno stadio. Il calcio a porte chiuse fa perdere valore ulteriormente, non è per niente la stessa cosa.

Serie minoriSerie B e Serie C molto diverse. La prima vive sulla mutualità e diritti televisive, le risorse a disposizione sono già insufficienti. Tant’è che si cercava di ragionare continuamente su come aumentare i ricavi. Il problema è che il rapporto costi-ricavi è sempre negativo, chiudendo bilanci in perdita, gli imprenditori oggi sono concentrati a non far fallire le proprie aziende principali.

Salvare il salvabileIl tema principale è salvare il calcio, sicuramente alcuni calciatori di Serie B e quelli di Serie A sono strapagati ed è nel loro interesse chiedersi come poter partecipare ad uno sforzo di mantenimento del calcio italiano. La Serie C è in una situazione difficilissima, molti vivono facendo giocare i giovani.

Minaccia UEFA al BelgioE’ un ragionamento che vale per le Leghe. Gli organismi collettivi hanno un senso se riescono ad uniformare gli atteggiamenti degli associati. La posizione dell’AIC è miope perché non si rende conto che ad aprile moltissimi club non sono più in grado di pagare gli stipendi ai calciatori. E poi farebbe molto bene di accettare di sedersi ad un tavolo e fare accordi ragionevoli con i collettivi. Altrimenti ci sarà la tendenza delle società di camminare da sole. 

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