The Turning Point – Il caso Meret nell’era del VAR

The Turning Point – Il caso Meret nell’era del VAR

The Turning Point – Il momento che ha cambiato Napoli-Juventus, il caso Meret e il rigore mancato di Insigne

di Redazione

Cari lettori di CalcioNapoli1926.it, la rubrica The Turning Point ha lo scopo di analizzare la chiave di volta dei match giocati dal Napoli. Campionato oppure Europa League assisteremo sempre ad un episodio che cambierà le sorti dell’incontro e noi saremo pronti a raccontarvelo.

Certe gare vengono decise dagli episodi, altre dalla sorte. La fortuna o la sfortuna possono incidere, novanta minuti di bel gioco possono non bastare su un campo di calcio. Un episodio indirizza Napoli-Juventus già al venticinquesimo: retropassaggio sciagurato di Malcuit, ingenuità in uscita di Alex Meret. Il giovane portiere prova ad anticipare Cristiano Ronaldo: pur senza contatto, il portoghese va giù e l’arbitro Rocchi decide per il rosso diretto e la punizione dal limite. Il VAR c’è, ma non si vede. Carlo Ancelotti da bordo campo si lamenta con il quarto uomo ed urla: “Ma che cosa ci sta a fare il VAR? Non l’ha toccato! Non l’ha toccato!”. Toni accesi, smorzati davanti alle telecamere nel post-partita. Toni smorzati, ma stessa idea: l’azione era da rivedere, la palla si stava allargando e perciò non era da considerare ‘chiara azione da gol’. Si può fischiare il tentativo di fallo, ma non estrarre il cartellino rosso. Questa l’affermazione dell’allenatore azzurro, a cui l’espulsione non è proprio andata giù.

Una partita troppo importante: non solo per la classifica, ma per il morale e per il valore che il match riveste nel cuore di ogni tifoso partenopeo. Una partita forse troppo sentita per Lorenzo Insigne, napoletano di nascita omaggiato dal San Paolo per il suo primo Napoli-Juventus da capitano. Calcio di rigore a cinque minuti dal novantesimo, un tiro dagli undici metri che sarebbe valso il pareggio e poi chissà cosa sarebbe potuto succedere. Il Napoli dominava, Juventus costretta nella propria area di rigore. Un palo colpito con rabbia, il ventesimo legno stagionale di questa sfortunata squadra. La tensione da sfogare con un gol cercato, ma non arrivato.

Il campionato si è chiuso stasera, l’ultima speranza è andata. Il Napoli ha dimostrato, però, di poter reggere contro la squadra campione d’Italia, in campo la differenza non è così grande. Gli azzurri negli scontri diretti possono giocarsela contro chiunque (come dimostrato anche in Champions League): che sia un buon segno per l’Europa League? Non serve nascondersi, la coppa europea oggi è il principale obiettivo per rendere comunque indimenticabile questa stagione.

di Luca D’Isanto e Armando Inneguale

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