Lo Spezia in “numeri” – Pregi e difetti della formazione di Italiano: occhio alle corsie esterne e… ai primi tempi!

di Giovanni Ibello

Lo Spezia è in caduta libera ed è reduce da un solo punto nelle ultime cinque giornate di campionato. Eppure, il club caro al presidente Chisoli resta un’avversario particolarmente ostico poiché, pur non disponendo di una squadra dal grande coefficiente tecnico, mister Italiano ha la fama (meritata) dello stratega. Malgrado gli evidenti limiti tecnici, il collettivo ligure è ben organizzato e sa già quale sarà il canovaccio tattico in vista del match del Maradona. Il 4-3-3 “di facciata” ci parla invece di una formazione stretta nei reparti, che cerca sempre di partire dal basso, gioca molto la palla nella propria metà campo provando l’imbucata per la mezzala (occhio al neoaquisto Saponara) o per gli esterni, sia offensivi che difensivi. In tal senso i numeri non mentono: il 74 % delle azioni d’attacco degli spezzini si sviluppa sulle corsie esterne. In fase di non possesso l’undici di Italiano tenta spesso di mandare in fuorigioco gli attaccanti, anche se non sempre la retroguardia riesce ad anticipare le sortite degli avanti avversari (sono ben trenta i gol subiti a fronte dei 19 segnati). Gli aquilotti non vincono da otto partite consecutive in campionato (lo score dice 3 pareggi e 5 sconfitte), e dopo il KO maturato tra le mura amiche contro l’Hellas (a proposito ma che gol ha fatto Zaccagni?), la banda del Picco è piombata per la prima volta in stagione in zona Serie B. Va tuttavia precisato che di queste otto gare senza vittoria, solo in una circostanza Farias e compagni hanno perso con un parziale che va oltre il gol di scarto. Il problema è che i bianconeri prendono in media due reti a partita (è record in Serie A) e questo non può che essere il loro principale punto debole. Quello che segue ora, invece, è certamente un punto di forza: lo Spezia è riuscito a segnare sempre nelle ultime sette trasferte consecutive, e tende a chiudere i primi 45′ di gioco in parità o in vantaggio (per poi crollare, spesso e volentieri, nella ripresa).

M’bala Nzola, fiore all’occhiello dell’attacco spezzino

LA SPEZIA, ITALY – JANUARY 03: M’bala Nzola of Spezia Calcio looks on during the Serie A match between Spezia Calcio and Hellas Verona FC at Stadio Alberto Picco on January 03, 2021 in La Spezia, Italy. (Photo by Giorgio Perottino/Getty Images)

Il centravanti M’bala Zola è una forza della natura e va arginato come si deve. Al primo anno di Serie A, l’ex Academica è già a quota sette marcature (e non è un caso che il francese sia monitorato anche da club più blasonati come Fiorentina, West Ham e Newcastle). Certo, c’è anche da dire che agli aquilotti mancheranno molti giocatori. Mister Italiano dovrà rinunciare a Estevez e Chabot. Il primo era in diffida e domenica, ammonito, ha raggiunto la somma di cartellini necessari per far scattare il turno di stop.  Chabot invece, è stato espulso, ed è stato duque appiedato dal giudice sportivo. C’è quindi un piccolo vantaggio in casa Napoli che però, tra le mura amiche, ha fatto sempre un po’ troppa fatica a ottenere il risultato massimo (già due sconfitte). Italiano dovrà rinunciare anche a Bastoni, Ricci e Acampora, positivi al Covid19. In ogni caso, assenze a parte, i liguri hanno una buona impronta di gioco. Un gioco che con equilibrio, cambi di lato, e buona organizzazione, è in grado di creare qualche grattacapo agli avversari per poi spegnersi quando la fatica inizia a fare capolino. Ed è  altrettanto ovvio che il divario tecnico tra le due contendenti sia abissale. Il Napoli visto a Cagliari dovrebbe avere vita facile.

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