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La bicicletta, il ristorante e il 4-2-3-1: Andreazzoli-Spalletti, amici-rivali

Luciano Spalletti, Aurelio Andreazzoli (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Oggi saranno avversari: ma i due hanno condiviso un pezzo della carriera insieme

Giovanni Montuori

Spalletti e Andreazzoli hanno i destini incrociati: dal 1999 sono legatissimi. L’anno è quello in cui hanno iniziato a Coverciano per il corso Uefa Pro. Dividevano la stanza, ma anche le idee e la passione per il calcio. Poi si sono divisi e si ritrovano oggi da avversari in Napoli-Empoli.

Andreazzoli-Spalletti, amici-rivali

 (Photo by Marco Luzzani - Inter/FC Internazionale via Getty Images)

La Gazzetta dello Sport ha riportato alcune curiosità sulla loro carriera insieme. Quando erano a Roma il loro ristorante preferito era “Checco allo Scapicollo”, a due passi da Trigoria, dove passavano ore ed ore a parlare di calcio incontrando, soprattutto nella loro prima esperienza, amici, tifosi e spesso anche i giornalisti. Un bicchiere di vino, soprattutto rosso, non mancava mai.

Spalletti e Andreazzoli, poi, condividono la passione per la bicicletta: da Udine a Roma, la leggenda dice che spesso le intuizioni migliori gli siano arrivate proprio dopo una pedalata.

Infine, la leggenda narra che l’intuizione del 4-2-3-1 con cui Spalletti fece grande la Roma dal 2005 al 2009 nacque da una battuta di Andreazzoli. La Roma non aveva più centravanti, era rimasto solo Totti e sembra che fu proprio l’attuale tecnico dell’Empoli a suggerire a Luciano, durante una riunione, di avanzare Francesco: “Magari qualche gol lo fa”. Totti ne realizzò tantissimi, facendo così le fortune di tutti: della Roma, di Spalletti e anche dello stesso capitano che in due anni vinse la Scarpa d’oro.