Sinatti: “Sì alla ripresa degli allenamenti solo se in piccoli gruppi. A Zielinski manca l’ultimo step”

Sinatti: “Sì alla ripresa degli allenamenti solo se in piccoli gruppi. A Zielinski manca l’ultimo step”

di Francesco Melluccio
Zielinski, futuro

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Francesco Sinatti, preparatore atletico, che ha parlato della possibile ripresa degli allenamenti delle squadre di Serie A, soffermandosi anche sul calciatore del Napoli Piotr Zielinski.

 

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LE PAROLE DI FRANCESCO SINATTI

“Zielinski  gran giocatore, deve fare un ultimo passo per diventare un campione, ma è nelle sue potenzialità”.

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SULLA RIPRESA DEGLI ALLENAMENTI

“Bisogna certamente dar conto all’evolversi del virus, ma partire a piccoli gruppi ed evitare i contatti si può. E’ d’obbligo avere dei punti di ritiro all’interno di ogni club per far sì che un giocatore non torni mai a casa ed abbia a che fare con la comunità. Credo che un preparatore atletico si trova in un modo nuovo, una cosa mai capitata a nessuno, è di fronte ad una situazione nuova. Credo che le cose da fare le capiremo quando ci ritroveremo, vedremo chi abbiamo di fronte e solo attraverso valutazioni accurate si capisce che preparazione hanno e come procedere. Chi fa sport, attività fisica, è sicuramente pronto rispetto ad una persona sedentaria a reagire alle difficoltà. Chi ha più forze, intuito e capacità di adattamento nei prossimi mesi avrà risultati più concreti”.

I VANTAGGI DI UNA ROSA FOLTA

“Giocare ogni 3 giorni con grossi tassi di umidità, porterà un dispendio di energie superiori, quindi chi ha una rosa più larga sarà avvantaggiato. I medici sportivi e tutto lo staff inerente si riuniranno e cercheranno le soluzioni migliori, attraverso strategie di recupero come un’alimentazione corretta. Lavoro a secco o con attrezzo? Dipende anche da quanto tempo intercorre dal primo allenamento alla prima partita di campionato. Il contatto con la palla deve essere imminente, ma questo non preoccupa. Il tutto deve essere valutato a livello d’intensità. Il problema principale è che l’atleta non ha avuto contatto con il terreno, quindi gli appoggi possono risultare una mancanza”.

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