Sarri, l’ex collaboratore: “Al Napoli mancava quel quid per vincere, è un profilo da Roma”

di Francesco Melluccio
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Fabrizio Ferrari, giornalista ed ex collaboratore di Fabrizio Ferrari, giornalista ed ex collaboratore di Sarri, è intervenuto ai microfoni di TMW per parlare del tecnico e del possibile futuro in Serie A, con Roma e Napoli sull’attenti. Il possibile e clamoroso ritorno nella piazza che prima lo ha tanto amato e poi rinnegato avrebbe dell’incredibile, mentre per quanto riguarda la squadra capitolina il tutto sarebbe più plausibile e meno drammatico., è intervenuto ai microfoni di TMW per parlare del tecnico e del possibile futuro in Serie A, con Roma e Napoli sull’attenti. Il possibile e clamoroso ritorno nella piazza che prima lo ha tanto amato e poi rinnegato avrebbe dell’incredibile, mentre per quanto riguarda la squadra capitolina il tutto sarebbe più plausibile e meno drammatico.

LE PAROLE DELL’EX COLLABORATORE DI SARRI

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Di seguito le parole di Fabrizio Ferrari, ex collaboratore di Maurizio Sarri.

Sarri è un profilo adatto se la Roma avrà la possibilità di fare un po’ di mercato e prendere qualche top player. Dopo le esperienze con Chelsea e Juventus, la rosa attuale forse non è abbastanza appetibile per un allenatore che nelle ultime due esperienze ha vinto un’Europa League e uno Scudetto. Sono passati gli anni di Napoli in cui lui era competitivo ma dove mancava quel quid per vincere in Italia o in Europa. Forse la rosa della Roma oggi è un po’ corta. Nell’arco della sua carriera Sarri ha lanciato tanti giocatori, tra i carneadi c’è Tognozzi. Lui giocava in Eccellenza, Maurizio lo andò a vedere e poi lo volle con sé al San Savino e al Pescara.

Questo per dire che l’allenatore Sarri vede nei giocatori cose che gli altri non vedono. Mi viene in mente Mertens che poi ha segnato 100 gol da attaccante. Un allenatore di un certo calibro vede determinate qualità che un altro collega non vede. Un altro esempio è Jorginho, alla quarta giornata di campionato è diventato titolare al posto di Valdifiori e poi la sua carriera la conosco tutti con Chelsea e Nazionale. Poi c’è Koulibaly che ha trasformato in un muro invalicabile. Ma sono tantissimi gli esempi che si potrebbero fare, ma tutti questi giocatori sono cresciuti e migliorati grazie a Sarri. Sono l’emblema di quanto conti un allenatore e di quello che potrebbe fare a Roma con tanti giovani interessanti.

In passato molti allenatori della Roma si sono lamentati dei condizionamenti che arrivano dai media. Sotto questo punto di vista Napoli non era da meno e per questo Sarri è vaccinato, ha superato momenti difficili come quando perse contro l’Atalanta e poi con la Roma di Spalletti. Superò questi momenti con estrema facilità, senza farsi condizionare”.

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