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Roberto Donadoni ha parlato anche in conferenza stampa commentando così la resa del Bologna.

Redazione

Roberto Donadoni ha parlato anche in conferenza stampa commentando così la resa del Bologna. Ecco le sue parole: “Per 65′-70′ abbiamo fatto un’ottima prestazione, quando abbiamo subito il gol è calato il...

Roberto Donadoni ha parlato anche in conferenza stampa commentando così la resa del Bologna. Ecco le sue parole:

"Per 65'-70' abbiamo fatto un'ottima prestazione, quando abbiamo subito il gol è calato il nostro ritmo. Sul primo gol Masina aveva letto bene il movimento, ma non ha trovato il tempo giusto. Quel gol ci ha messo in difficoltà, ma dobbiamo ripartire anche dalla prima ora di gioco. L'atteggiamento è stato positivo, l'ho detto anche ai calciatori. Il modulo di oggi parte dall'essere compatti, uniti, coesi, cercando di aiutarsi nelle due fasi come è normale. Il 4-2-3-1 o 4-3-3 è in funzione dei movimenti dei calciatori, il Napoli ha creato poco considerando quello che crea in altre gare. Siamo stati bravi a difenderci, ma bisogna essere più cattivi in avanti e non commettere errori contro calciatori che poi ti castigano".

Cosa ha chiesto a Palacio? "Gli ho chiesto di fare il Palacio, in allenamento si vede che ha avuto una grande carriera. Prima di essere un grande calciatore, è un uomo e una persona seria. E' un aiuto per sè e per i compagni. E' un esempio per tutti, nonostante i 35 anni. Quella è la strada da percorrere, abbiamo bisogno di tanti Palacio perché bisogna ragionare come fa lui. Poi ci sono le caratteristiche tecniche che fanno la differenza".

Cosa è successo quando è entrato in campo De Maio? "Non ho avvertito nulla, magari non è stato sollecito nell'entrare ma non ho visto nulla di strano. E' entrato, l'ha fatto bene anche se tecnicamente è stato sbagliato qualcosa".

Sulle punizioni c'è una regola? "No, nel senso che si conosce un'atleta che calcia oltre la traversa e poi c'è Verdi che è più dotato. Non va bene quello che accade dopo, che uno prenda l'iniziativa lo condivido anche se poi sbaglia. Poi non mi va che un calciatore metta la testa giù e che torni lentamente, come è accaduto in occasione di un gol. Se perdo palla, devo tornare a centrocampo con rabbia e determinazione. Questo è l'atteggiamento, bisogna ragionare così altrimenti evidenzi ancora di più un errore commesso. Questo è da stupidi. Masina? Gliel'ho detto, sembrava un pesce pescato nella rete. Sono comportamenti che, valutati a freddo, diventano semplici da analizzare. Magari ti senti così mortificato che senti di aver penalizzato un lavoro di 65', ma ci sta perché rientra nella logica delle cose. Per fare il salto di qualità, bisogna lavorare in tal senso. Ma Masina, al di là di quell'episodio, ha fatto davvero bene. Il rammarico più grande non è l'aver subito tre gol, ma l'aver sciupato il lavoro fatto fino a quel momento".

REDAZIONE - Antonio De Crecchio.