Orrico: "Il difetto di Napoli è legarsi troppo ai singoli. Sarri Juve? Non credo"

Lunga intervista rilasciata da Orrico a Il Mattino

di Redazione

Corrado Orrico, ex allenatore dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista sui taccuini odierni de Il Mattino. Tra i vari temi toccati, c’è anche quello di Sarri prossimo sposo alla Juve:

Che ne pensa del probabile approdo di Sarri alla Juve?

«Semplicemente non ci credo. Sono mondi così opposti che difficilmente riusciranno a trovare un’intesa».

Però è pacifico che la Juventus stia pensando al tecnico a lui.

«Secondo me più che i bianconeri lo pensano i critici, gli opinionisti. Questo è un indirizzo che ha preso la critica, volendo spingere la Vecchia Signora a cercare di vincere giocando un po’ meglio».

Con Sarri sarebbe una vera rivoluzione tattica?

«Sì, senza dubbio. Sarri è un cultore del bel gioco, pertanto non potrà mai rinnegare quella che è la sua natura, né i motivi che lo hanno portato al successo».

Per la Juventus però la vittoria è l’unica cosa che conta.

«E Sarri dovrà assorbire quello che è un credo della Juve, che ha sempre avuto allenatori che sfioravano il cinismo, da Trapattoni a Lippi e Capello, da Conte sino ad Allegri. La forza del club è rendere religioso il risultato. D’altro canto il mondo bianconero dovrà assorbire un personaggio singolare nell’aspetto e nello stile».

Come si potrebbero coniugare quello del tecnico con quello bianconero?

«Perché Sarri porta la tuta e non la giacca? La maglietta e non la camicia? Non esageriamo su questo aspetto. Un neo di Sarri può essere il battibecco con Mancini, quell’episodio ha avuto un peso sul piano dell’immagine, per il resto la bellezza del suo gioco prevale sulla sua estetica».

Dovesse esserci il matrimonio Sarri-Juve a Napoli già si parla di tradimento

«Napoli spesso si lega troppo ai suoi idoli. È capitato già con Cavani, Higuain e Quagliarella, anche se in quest’ultimo caso c’erano ragioni oscure che abbiamo compreso poi. E proprio Fabio è l’unico che non avrebbe mai lasciato l’azzurro. Gli altri hanno seguito i loro legittimi percorsi professionali. Gli aspetti sentimentali contano nel calcio e hanno contato molto nel rapporto tra Sarri e Napoli, ma la progressione della carriera di un allenatore potrebbe portarlo senza problemi etici alla Juventus. Non sarebbe giusto parlare di tradimento. Napoli se ne farà una ragione, ha una splendida filosofia di vita».

Lei è passato dalla Lucchese all’Inter, il salto di Sarri alla Juve potrebbe schiacciarlo sotto il peso delle pressioni?

«Non sarebbe così. La Juve ha capacità protettive e di schermo uniche nei confronti del proprio allenatore. Sarri sarebbe rispettato e avrebbe tutti i mezzi per esprimersi al meglio delle proprie possibilità».

Intanto potrebbe ritrovarsi a sfidare il Napoli di un ex allenatore della Juventus, Ancelotti, proprio sulla panchina bianconera

«Fa parte del calcio. Io aspetto il Napoli di Ancelotti al varco in questa seconda stagione. La sua impronta si è vista poco e non in positivo al primo anno, dove tutti faticano, come è capitato allo stesso Sarri. Penso che al secondo anno Ancelotti darà una sua impronta più netta, cercherà davvero di essere un competitor della Juve, visto che quest’anno non lo è mai stato».

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