Novellino guarda al futuro: “Non solo Insigne, il Napoli deve ripartire anche da un altro giocatore”

di Giovanni Ibello
“Juve-Napoli è stata una bella partita. Ha vinto la squadra che, forse, ha costruito un po’ di più, ma il Napoli non mi è dispiaciuto. Il match sarebbe potuto finire anche in pareggio, i singoli hanno fatto la differenza – queste le parole di Walter Novellino, ex allenatore, fra le tante, di Napoli e Sampdoria, ai microfoni de “Il Sogno Nel Cuore”, trasmissione condotta da Luca Cerchione in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -.
La sostituzione di Demme? Un allenatore fa le sue scelte e va rispettato, evidentemente credeva fosse il momento adatto per sbilanciarsi di più. Forse avrei messo Osimhen titolare, perché quando è entrato ha fatto bene, ma questa è la legge del poi. Samp-Napoli? I blucerchiati sono in ottima condizione fisica, una squadra che anche tatticamente gioca bene, ma il Napoli se vuole puntare alla Champions, deve vincere. Attenzione, però, a due vecchie volpi come Ranieri e Quagliarella, quest’ultimo, forse, galvanizzato dal gol strepitoso contro il Milan. Insigne? Ieri ha disputato una buona partita. Certo, però, è mancato leggermente in fase offensiva perché ha dovuto aiutare Hysaj in fase di copertura per le difficoltà di quest’ultimo con un Chiesa indiavolato. A chi rinuncerei in caso di ridimensionamento?

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Novellino su Juve Napoli

Novellino
(Getty Images)

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Oltre che Insigne, ripartirei sicuramente da calciatori come Fabian, fondamentale, al di là dello schieramento, soprattutto per i tempi che ti dà. Poi terrei Koulibaly, Zielinski. Cambierei qualcosa in avanti, perché una maglia come quella del Napoli va indossata con grande carattere, e, probabilmente, questo manca in giocatori come Petagna e Lozano. Chi indossa la maglia azzurra deve avere le qualità e la personalità per saltare l’uomo, come fa Insigne. Mertens, infine, è fondamentale perché sente la porta come nessuno. C’è bisogno di aria nuova anche per il ruolo dei terzini: Hysaj e Mario Rui sono sempre in difficoltà. Bakayoko? A me piace. Questo è un campionato anomalo, ma è un giocatore che ha corsa, allungo ed in grado di giocare palla sia sul lungo che sul corto. Bisognerà vedere anche chi sarà il prossimo allenatore. Gattuso? Continuerei con lui, soprattutto perché ha dimostrato di non essere un allenatore di sola grinta, ma anche molto preparato tecnicamente. Io l’ho avuto da calciatore e credo che da allenatore farà una carriera addirittura migliore di quella che ha fatto quando giocava”.

 

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