Il resoconto dopo 45 minuti: Napoli, cosa ti sta succedendo? Azzurri dominati dalla paura! La ricetta per la ripresa…

di Giovanni Ibello

E’ un Napoli  davvero spaventato quello che alla Dacia Arena, pur avendo tutte le carte in regola per dominare l’avversario, non riesce a indirizzare la gara nella prima frazione di gioco. La differenza tecnica tra le due squadre è abissale eppure i Gattuso Boys vengono meno non tanto sotto l’aspetto tattico, ma psicologico. Il disagio è palese.

Veniamo alla cronaca del match. Quando l’orologio segna 23′ minuti di gioco, Bonifazi entra in aerea di rigore su Lozano, che arriva prima di tutti sul pallone. Pasqua non chiama il rigore, ma il VAR interviene e dunque il direttore di gara “è costretto” a rivedere l’azione di gioco. Il penalty è nettissimo (ma era francamente evidente anche occhio nudo)! Capitan Insigne non si fa ipnotizzare da Musso che sta disputando una partita davvero superba. Più in generale, gli ospiti avrebbero certamente meritato il doppio vantaggio se fermiamo il cronometro alla mezz’ora di gioco.

Erroraccio di Rrahmani

(Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

Al 24′ si registra una bellissima torsione di Petagna che intercetta un tiro cross dell’ispiratissimo Lozano. Il colpo di testa dell’ex Spal è diretto alle sette ma è altrettanto superbo Juan Musso a disinnescare il pericolo. Il Napoli gira e sembra destinato a raddoppiare il parziale, ma nel momento migliore degli azzurri l’Udinese trova il pari con il solito Lasagna. Il bomber friulano intercetta un retropassaggio del pavido Rrahmani, elude Meret è deposita la sfera in rete. Dopo un paio di minuti è sempre Lasagna a sfiorare il vantaggio con un tiro velenoso sul primo palo. La palla era tesa a spiazzare Meret sul suo palo, ma l’estremo difensore partenopeo para “alla Garella” con l’interno della coscia.

Ed è lo stesso Meret che a un minuto dal “rompete le righe” para, sempre di gambe, su conclusione di Stryger Larsen. Il problema del  Napoli è che sembra temere tutte le giocate decisive. Quello che manca non è tanto la tessitura della manovra (del resto la superiorità tecnica è a tratti schiacciante) quanto invece la serenità di effettuare le giocate che in un senso o nell’altro sono decisive ai fini del risultato. Stiamo parlando, ovviamente, dei gol fatti così come di anticipi e disimpegni difensivi.

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