Il club invoca unità nel momento più difficile, ma rinuncia al confronto con la stampa e lascia senza risposte anche i tifosi.
La conferenza di Allegri annullata a dieci minuti dall'inizio lascia senza risposte non soltanto i giornalisti, ma anche un'intera tifoseria che vuole capire cosa stia accadendo.
C'è qualcosa che non torna, la società chiede compattezza, invita l'ambiente a restare unito in un momento particolarmente delicato, ma poi sceglie di annullare la conferenza stampa di Massimiliano Allegri appena dieci minuti prima dell'inizio, quando i giornalisti erano già a Castel Volturno, una decisione che merita una riflessione: i giornalisti non sono gli unici destinatari di una conferenza stampa. Dall'altra parte ci sono soprattutto i tifosi, quelli che seguono la squadra, soffrono per i risultati e oggi si interrogano su quanto stia accadendo all'interno del Napoli.
Napoli, la compattezza si costruisce con il confronto
La squadra è in ritiro. È un momento evidentemente delicato, nel quale sarebbe stato importante ascoltare le parole dell'allenatore, comprendere il suo punto di vista, conoscere le sue valutazioni e magari ricevere qualche risposta alle tante domande che accompagnano questa fase della stagione. Nessuno pretende che Allegri riveli ciò che accade nello spogliatoio. Ma confrontarsi con la stampa significa anche assumersi la responsabilità di spiegare, nei limiti del possibile, quello che sta succedendo.E allora viene spontanea una domanda: come si può chiedere compattezza a un ambiente al quale, proprio nel momento del bisogno, viene negata un'occasione di confronto?
Il Napoli ha tutto il diritto di scegliere il silenzio stampa. Ma avrebbe potuto comunicarlo per tempo, evitando di convocare i giornalisti per poi annullare l'appuntamento quando erano già sul posto. Perché il problema non è soltanto una conferenza saltata. È il messaggio che arriva all'esterno: si rinuncia a parlare anche quando i tifosi avrebbero bisogno di ascoltare. E in un momento come questo, il silenzio rischia di alimentare più interrogativi di quanti ne possa evitare.
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