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Bianchi: “Vi dico l’arma in più di questo Napoli. Sul match con la Salernitana…”

(Getty Images)

Le dichiarazioni dell'ex tecnico azzurro

Enrico Esposito

Ottavio Bianchi, storico allenatore del Napoli del primo Scudetto, ha rilasciato un'intervista esclusiva a "Il Mattino". Sono diversi i temi che sono stati toccati in riferimento al fantastico percorso compiuto dalla squadra di Spalletti in questa stagione.

Bianchi sul Napoli

 (Getty Images)

"Prima contava solo battere la Juventus o l'Inter o il Milan perché era una vittoria sociale, era un momento di rivalsa anche psicologica della città verso il Nord. E fu quella la mia battaglia più grossa: far capire che i due punti con l'Ascoli o con il Brescia avevano lo stesso peso di quelli con i bianconeri. Ora è cambiato tutto: la mentalità è già vincente perché la società occupa il posto che merita nel calcio da 10 anni. Per merito di De Laurentiis. E Spalletti ha già una squadra con la testa giusta. Da tempo".

Come vede il Napoli di Spalletti?

"Spalletti ha consegnato una dote: il senso del risultato. Che è tipico delle squadre che hanno fatto epoca. Quando giochi bene e dai spettacolo, tutto è facile, ma è quando ci sono momenti di difficoltà che si vede l'impalcatura del gruppo. Saper gestire gli attimi di affanni, sono quelli che fanno fare il grande salto. La rivale è il Milan? La Juventus è fuori dai giochi, l'Atalanta in tanti hanno compreso come limitarla, l'Inter è parecchio distante. Vedo il Napoli meglio assortito, con i ricambi giusti e il tecnico che sa gestire meglio certi momenti. E poi è un ottimo comunicatore. Io non è che non volevo esserlo, ma proprio non ne avevo le capacità".

E il suo Napoli?

"Era Maradona, certo, il campione a cui bastava dare un pallone per vederlo tornare bambino ma soprattutto la squadra fatta da napoletani che sentivano in maniera viscerale, epidermica, l'entusiasmo del grande risultato che si stava avvicinando. E lo trascinavano nello spogliatoio, quasi in maniera automatica».

Qual è l'arma in più di Spalletti?

"Ci mette del suo senza stravolgere. E ha trovato il suo Ciccio Romano in Anguissa".

Sul match con la Salernitana

"Potrebbe anche non giocarsi per manifesta inferiorità tecnica e tattica. Ma qui entra in gioco il modo con cui interpreti la partita: perché quelli della Salernitana sanno di doversi aggrappare ad altro per cercare di vincere. Come capitava a me quando con l'Avellino affrontai il Napoli. E al Partenio ho vinto".