Napoli, hai sventato l’harakiri! Bakayoko e Meret salvano la squadra dalla “modalità suicidio”

di Giovanni Ibello
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Questa volta no, harakiri sventato! Un Napoli disorientato, svogliato, lento, porta a casa tre punti pesantissimi in un momento estremamente delicato in cui la regola è diventata la confusione, mentre l’eccezione è la prestazione convincente. In fondo non è il mezzo che conta ma il risultato e allora ci teniamo stretta questa vittoria con l’auspicio che sia l’inizio di un cammino difficile si, ma che riporti gli azzurri sul podio della classifica. Dovrebbe essere l’obiettivo minimo.

Lasciamo da parte dubbi, polemiche e moralismi che sarebbero scontati e leciti ma poco appropriati, adesso. Sarebbe troppo facile trovare aspetti negativi. I primi venti minuti di Udine mostrano un Napoli fluido, linee strette, impenetrabili, verticalizzazioni efficaci e un rigore ineccepibile che sblocca il risultato. La ciliegina sulla torta, insomma.

Poi il nulla, ancora una volta emergono le difficoltà tattiche e caratteriali di un gruppo che ai primi scricchiolii cede ai colpi degli avversari, anzi, cede a se stesso, costruendo un gol per l’Udinese. Proprio come contro lo Spezia, anche oggi gli azzurri si mettono in modalità “suicidio” e grazie ad Amir Rrhamani, regalano il pareggio a Kevin Lasagna. Da quel momento l’involuzione.

In foto: Lozano e il Tucu Pereyra

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(Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

Il nulla! Difesa inesistente e centrocampo da reinventare perché Fabian Ruiz limita Tiémoué Bakayoko, costretto a lavorare per due. Il Napoli non segna su azione, ma non è questo il tempo delle critiche e delle recriminazioni. Il Napoli ha vinto e per adesso tanto basta. Lo ha fatto con quel calciatore che serviva per dare equilibrio ad una squadra senza un baricentro.

Lo ha fatto con chi ci mette piede ed anima, con chi è costretto a fare gli straordinari a causa di colleghi di reparto che poco si adattano in questo Napoli, o troppo distratti dalle sirene di mercato. Lo ha fatto con Bakayoko. Ha meritato quel gol e nessuno più di lui.

Corre, lotta, recupera palloni, sbaglia ma recupera nuovamente, copre gli spazi, si propone quando può, mette una pezza agli errori dello spagnolo, oramai troppo lontano dal periodo migliore. Una vittoria importante quella alla Dacia Arena, per il morale, per ritrovare l’autostima, per tornare a credere che il Napoli deve volare più in alto. E’ un suo diritto! Un risultato utile a rivedere una timida e fioca luce in fondo al tunnel.

Poche illusioni, i problemi sono tanti; siamo abituati oramai a toccare il cielo e poi precipitare nel fango. La speranza è che sia un nuovo inizio, magari in punta di piedi, ma che sia quel netto e definitivo cambio di direzione e di tendenza che tutti si aspettano a Napoli. Un elogio speciale va rivolto ad Alex Meret, che senza i suoi interventi oggi staremmo parlando dell’ennesima disfatta. Harakiri sventato quindi e necessità da adesso in poi di consolidare e lavorare sulle poche certezze che il Napoli ha e sulle cose buone che pur si intravedono.

Articolo a cura di Gerardo Di Lorenzo

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