Il sindaco della città campana ha disposto restrizioni su alcolici e contenitori per bevande allo stadio e nelle zone limitrofe della città per questa notte europea
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In vista della sfida di Champions League tra Napoli e Bodo/Glimt, in programma questa sera allo stadio Diego Armando Maradona, il Comune ha disposto limitazioni alla vendita delle bevande alcoliche e superalcoliche e all'utilizzo di contenitori per le bevande. Le misure riguardano l'area dello stadio e diverse zone del centro cittadino.
Ecco dove e quando scatta il divieto di vendita di alcolici
Napoli si prepara alla notte europea e, insieme all'attesa per la sfida del Maradona, arrivano anche le misure previste per gestire l'afflusso di tifosi. In occasione della gara di Champions League contro il Bodo/Glimt, in programma martedì 20 ottobre alle 21, il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un'ordinanza che introduce limitazioni alla vendita di bevande alcoliche e superalcoliche.
Nelle strade limitrofe allo stadio — tra cui via Cinthia, via Leopardi, via A. Doria, viale Augusto, via G. Cesare, via Campegna, via Diocleziano, viale Kennedy, piazzale Tecchio e altre vie della zona — il divieto di vendita e somministrazione di alcolici e superalcolici scatta tre ore prima dell'inizio dell'incontro e si protrae fino a due ore dopo la fine della partita. Lo stesso divieto si applica all'interno dello stadio.
In alcune aree del centro cittadino, invece, le restrizioni sono più ampie: il divieto è in vigore dalle ore 12.00 di martedì 20 ottobre fino alle ore 02.00 di mercoledì 21 ottobre. Le zone coinvolte includono piazza Municipio, via Cristoforo Colombo, via De Pretis, via Marchese Campodisola, via De Gasperi, via Nuova Marina, via Duomo fino a piazza Nicola Amore e altre strade del centro.
L'ordinanza vieta anche la vendita di qualsiasi bevanda in bottiglie, lattine o contenitori di vetro, plastica rigida o tetrapak. Nelle aree del centro soggette a restrizione, le bevande potranno essere servite esclusivamente in bicchieri di plastica leggera o di carta.
Chi viola l'ordinanza rischia una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, salvo che il fatto non costituisca reato. L'esecuzione del provvedimento è affidata al comando di polizia municipale.
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