Pagelle: Osimhen è il flagello di Dio, Lozano stellare. Mertens da falso nueve a vero diez

di Giovanni Ibello
Osimhen

Ospina 6,5 – Inoperoso per gran parte del match, molto coinvolto dal reparto difensivo in fase di disimpegno e di ricostruzione della manovra. Nessuna responsabilità sul gol di Lammers (il tiro a incrociare è ravvicinato, anche se tutto sommato centrale). Mezzo punto in più per le capacità di palleggio.

Koulibaly 6,5 – Il gol dell’Atalanta nasce da una fiammata improvvisa che prende in contropiede tutti, anche Kalidou. A eccezione di questo episodio è perfetta la gestione del match da parte del senegalese. A inizio ripresa va vicino al gol con una bordata da posizione defilata che si spegne sul fondo.

Manolas 7 – Kostas è un asso nel fondamentale dell’anticipo, caratteristica – questa – che ha garantito al Napoli l’occupazione sistematica della metà campo atalantina (nel corso del primo tempo). L’ex Roma ha ringhiato sulle caviglie degli avversari dal primo al novantesimo.

Hysaj 7,5 – Semplicemente perfetto, anche in proiezione offensiva (malgrado gli evidenti limiti tecnici). Gioca a sinistra, e quindi fuori ruolo. Corre per due. E’ un giocatore ritrovato sotto tutti i punti di vista. E pensare che un anno fa era la quinta scelta nella batteria dei terzini…

Di Lorenzo 7 – Nel Napoli sarriano la catena di sinistra (Ghoulam-Hamsik-Insigne) era il fiore all’occhiello dello scacchiere tattico dei partenopei. Oggi, l’asse Di Lorenzo – Politano è stata più che altro una missiva a Mancini. Da convocare subito. Entrambi.

Bakayoko 6,5 – Esordio di livello per il mediano ex Chelsea che domina in mezzo al campo fungendo da frangiflutti, un ammazzasogni per l’Atalanta. Tiémoué è il perno di una mostruosa spina dorsale: Koulibaly, Bakayoko e Osimhen. Il Napoli ritrova nel suo undici una fisicità che mancava da anni.

Fabian 7 – Dimenticate il Fabian evanescente del Napoli ancelottiano, questo è un giocatore totalmente nuovo. Corre, rifinisce e recupera i palloni nella zona nevralgica del campo. Una furia rossa.

Lozano 8 – Imprendibile, opportunista, catalizzatore della manovra offensiva, goleador implacabile. Gli aggettivi si sprecano per l’idolo messicano. Il primo gol è da centravanti di razza (anche se il suo ruolo è un altro). Sembra facile facile il tap-in che beffa Sportiello, ma la verità è che l’attaccante forte – quello che a fine stagione prende il pallottoliere per contare le marcature –  è colui che si trova al posto giusto nel momento giusto; è colui che semplifica la giocata a favore dell’efficienza. Il secondo gol è semplicemente un capolavoro. Anche in questo caso, l’esecuzione del tiro incrociato a battere Sportiello sembra più facile di quello che è in realtà. E’ a tutti gli effetti un nuovo acquisto, un acquisto da 20 gol potenziali a stagione.

Mertens 7,5 – Si trova perfettamente a suo agio nel nuovo ruolo di sottopunta. Sfrutta nel migliore dei modi le sponde di Osimhen (per rifinire ai venticinque metri). Devastante, furbo, scugnizzo, spietato, opportunista. Ci sarà da divertirsi con questa versione del tutto inedita di Dries che per amore del Napoli dismette i panni del falso nueve (mica tanto falso…) per indossare quelli del vero diez. Che regista visionario, è lo Steven Spielberg dell’attacco napoletano.

Politano 7 – E’ una spina nel fianco sinistro dell’Atalanta, soprattutto nel primo tempo. Gli scambi con Di Lorenzo e Mertens mettono in crisi la non ispiratissima retroguardia orobica. Suo l’assist per il gol del vantaggio di Lozano, prima di spedire una fucilata a sradicare le ragnatele dal sette. E pensare che in teoria non è lui il titolare del ruolo. Signori, ma di che parliamo?

Osimhen 8 – I 12 gol che il Napoli ha segnato in questo campionato (12 gol in tre partite, sic!) portano tutti la sua firma. Nessuno escluso. E basterebbe questo per liquidare il giudizio su questo calciatore. Il nigeriano è una forza della natura, vince tutti i contrasti nella tre quarti avversaria, è bravo a dialogare con i compagni di reparto, attacca gli spazi con una voracità selvatica e sa finalizzare. Deve imparare a essere più letale sotto porta…

Sostituzioni:

dal 59′ Ghoulam sv – Non è più il solito Faouzi, non giriamoci intorno. Il giocatore, anche solo per una questione di riconoscenza, va recuperato prima dal punto di vista mentale e poi agonistico.

dal 73′ Lobotka – sv

dal 74′ Malcuit – sv

dall’81’ Petagna – sv

dall’81’ Demme – sv

 

 

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