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Marelli, ex arbitro: “Higuain in vantaggio, Benatia meritava un cartellino! Vi spiego l’idea di Mazzoleni”

Redazione

Marelli, ex arbitro: "Higuain era in vantaggio, Benatia andava punito con un cartellino! Vi spiego l'idea di Mazzoleni"

In diretta a “Un Calcio Alla Radio”, trasmissione condotta su Radio CRC Targato Italia da Umberto Chiariello, è intervenuto Luca Marelli, ex arbitro: "Caso Benatia? Ci possono essere visioni differenti. Mi sorprende che non si sappia che il fallo di mano deve essere punito per la volontarietà. Quindi nel momento in cui è punito è volontario? Assolutamente! Ci sono dei parametri per giudicare la volontarietà. Non possiamo diffondere la teoria secondo cui un calcio di rigore venga assegnato per un fallo di mano involontario.

Rosso diretto? L’episodio non è facile. È molto complesso, sul quale mi sento di escludere l’ipotesi di un calcio di rigore senza alcuna sanzione disciplinare, ma si possono avere divergenze. Io accetto la possibilità che possa essere un rosso diretto come giallo. Per me il possesso del pallone è di Higuain, Benatia non può arrivarci. Quello che a mio parere non ha fondamento è pensare che sia un calcio di rigore senza sanzione disciplinare. Accetto chi dice che si tratti di un giallo e non di un rosso. Quel rigore in campo non si vede mai, il guardalinee è troppo coperto. Questo dimostra quanto sia importante il VAR.

Mazzoleni non ammonisce Benatia? Davanti ad un’azione del genere può darsi che l’arbitro abbia messo da parte il disciplinare e abbia valutato solo l’aspetto tecnico. Non si tratta di protestare. Una volta che un arbitro decide, non cambia idea. Sul fallo di Higuain io non penso che Mazzoleni abbia intenzione di ammonirlo, lo ammonisce quando Higuain dopo sbraccia.

Paragonabile con il rigore di Bergamo? Secondo me quello non è rigore perché sono troppo vicini. Mancini si trova il pallone addosso. Non è totalmente punibile. Mancini si trova il pallone addosso, al di là di questo è una circostanza in cui non si concretizza un’azione pericolosa. Nel caso di Bergamo è giusto non ammonire, non c’è nulla di cui discutere. Confrontare gli episodi di Bergamo e Milano è del tutto fuorviante".