Kalidou Koulibaly urla la sua rabbia sui social e i compagni lo sostengono

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Osimhen cambia le partite senza segnare. Rrahmani e Koulibaly annientano VIDEOPAGELLE

Il razzismo è un male ancora troppo radicato nel calcio, troppi "imbecilli" urlano parole a caso dagli spalti, che non sono più perdonabili. Per un anno e poco più c'è stata una lotta per riaprire gli stadi, per rivedere i tifosi sugli spalti pronti a supportare la propria squadra. Tutto per rigodere della bellezza del calcio, ma questo sport non può essere razzista, non più. Perché davanti la televisione o negli stadi ci sono i bambini e non possono avere questi esempi. Il momento di agire seriamente è arrivato e non perché ieri sera il bersaglio sono stati i napoletani e Koulibaly, Anguissa e Osimhen, ma perché non è più accettabile quest'odio.

ACF Fiorentina v SSC Napoli - Serie A

Koulibaly non sei solo in questa battaglia, i tuo compagni sono al tuo fianco!

Koulibaly
(Getty Images)

Quando questa pandemia ha colpito il mondo c'era stata la promessa di essere migliori, di ritrovare quell'umanità che era andata un po' a perdersi. Purtroppo i fatti di Firenze dimostrano altro. Koulibaly ieri si è sentito urlare dagli spalti "scimmia di m....", parole inaccettabile, parole che nessuno merita. Il colosso senegalese da sempre è in prima linea per combattere il razzismo e questa mattina sul suo profilo Instagram ha pubblicato alcune parole di sfogo. Lo ha fatto per lui, per Victor, per Zambo e per tutti gli altri giocatori che subiscono questa violenza su campi di calcio. Ma Kalidou non è solo e tutti i suoi compagni stanno condividendo sui propri social lo sfogo del comandante come è stato definito nello spogliatoio. Un grande abbraccio di una squadra pronta a lottare insieme sul campo, ma anche contro la cattiveria e l'ignoranza. Forza Kalidou, non sei solo in questa battaglia!

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