Calcio Napoli 1926
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Koulibaly non sei solo in questa battaglia, i tuo compagni sono al tuo fianco!

(Getty Images)

Kalidou Koulibaly urla la sua rabbia sui social e i compagni lo sostengono

Sara Ghezzi

Il razzismo è un male ancora troppo radicato nel calcio, troppi "imbecilli" urlano parole a caso dagli spalti, che non sono più perdonabili. Per un anno e poco più c'è stata una lotta per riaprire gli stadi, per rivedere i tifosi sugli spalti pronti a supportare la propria squadra. Tutto per rigodere della bellezza del calcio, ma questo sport non può essere razzista, non più. Perché davanti la televisione o negli stadi ci sono i bambini e non possono avere questi esempi. Il momento di agire seriamente è arrivato e non perché ieri sera il bersaglio sono stati i napoletani e Koulibaly, Anguissa e Osimhen, ma perché non è più accettabile quest'odio.

Koulibaly non sei solo in questa battaglia, i tuo compagni sono al tuo fianco!

 (Getty Images)

Quando questa pandemia ha colpito il mondo c'era stata la promessa di essere migliori, di ritrovare quell'umanità che era andata un po' a perdersi. Purtroppo i fatti di Firenze dimostrano altro. Koulibalyieri si è sentito urlare dagli spalti "scimmia di m....", parole inaccettabile, parole che nessuno merita. Il colosso senegalese da sempre è in prima linea per combattere il razzismo e questa mattina sul suo profilo Instagram ha pubblicato alcune parole di sfogo. Lo ha fatto per lui, per Victor, per Zambo e per tutti gli altri giocatori che subiscono questa violenza su campi di calcio. Ma Kalidou non è solo e tutti i suoi compagni stanno condividendo sui propri social lo sfogo del comandante come è stato definito nello spogliatoio. Un grande abbraccio di una squadra pronta a lottare insieme sul campo, ma anche contro la cattiveria e l'ignoranza. Forza Kalidou, non sei solo in questa battaglia!