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Koulibaly: “Non pretendo le scuse dei fiorentini. Voglio combattere il razzismo”

NAPLES, ITALY - SEPTEMBER 11: Kaludou Koulibaly of Napoli celebrates his team's winning goal during the Serie A match between SSC Napoli and Juventus at Stadio Diego Armando Maradona on September 11, 2021 in Naples, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Le parole di Kalidou Koulibaly in occasione della Festa della Toscana

Sara Ghezzi

Kalidou Koulibaly non è solo un campione in campo, ma soprattutto fuori. Il difensore mostra in ogni sua uscita tutta la sua umanità che gli ha permesso di entrare nel cuore dei tifosi napoletani. Kalidou infatti è molto attivo nel sociale, in particolar modo è in prima linea nella lotta contro il razzismo di cui lui è troppe volete vittima. In questa stagione ha già vissuto l'ennesimo episodio spiacevole a Firenze, ma nonostante ciò non ha mai puntato il dito non generalizzando. Lo ha dimostrato quest'oggi intervenendo con un video messaggio nel corso della Festa della Toscana. L'azzurro ha voluto ribadire come l'episodio del Franchi non abbia minimamente influenzato il suo pensiero sui fiorentini e la Toscana.

"Non pretendo le scuse dei fiorentini. Voglio combattere il razzismo", le parole di Koulibaly

Di seguito le sue parole pronunciate in occasione della Festa della Toscana:

"Dopo l'episodio di Fiorentina-Napoli mi sono documentato sulla Toscana e so che è una grande regione, di cultura e di arte. Io non pretendo nessuna scusa da parte dei toscani e dei fiorentini, ho ricevuto tanti messaggi, tanta solidarietà da parte loro e anche dal club viola e per questo li voglio ringraziare. Dobbiamo ripartire da questo, andare avanti e combattere il razzismo, è molto importante.

La mia  è la storia di un piccolo ragazzo che voleva diventare calciatore professionista. Grazie all'impegno, ai valori e alle origini sono diventato il calciatore famoso che sono oggi, ma sono molto contento perché sono la stessa persona di ieri. Non ho mai dimenticato i miei valori, le mie origini, per questo oggi sono qua a raccontare la mia storia. Purtroppo c'è un però. Il razzismo è ancora diffuso nella società e mi dispiace tanto, per questo, con la posizione che oggi ho nella società, voglio denunciare e combattere questo fenomeno perché ci sono tante persone che non hanno la fortuna di poterlo combattere. Io vista la mia posizione voglio prendere la voce di queste persone. È una lotta molto importante per me, ci tengo tanto, lo farò sempre da calciatore ma anche da uomo dopo il calcio".