Juventus-Napoli, Paratici: “Saranno 10 partite fondamentali. Riceviamo pressioni ogni giorno. Siamo ottimisti per la Champions”

di Sara Ghezzi
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Questo pomeriggio all’Allianz Stadium di Torino andrà in scena la sfida Juventus-Napoli. Entrambe le squadre si trovano a 56 punti e vorranno allungare l’una sull’altra. Gli azzurri arrivano da un buon momento di forma, mentre i bianconeri non stanno vivendo un buon momento. Questo match dirà molto sul proseguo del campionato infatti potrebbe arrivare una svolta per la Champions League.

Juventus-Napoli: le parole di Paratici

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Fabio Paratici (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)j

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La scelta di Buffon? Gigi avrebbe già giocato contro il Torino, ma poi è stato squalificato. Per quanto riguarda Szceszny è stata una scelta di rotazione per il ruolo di estremo difensore. Contro il Napoli sarà una delle dieci finali, che cercheremo di ottenere il massimo. Senza la Champions? Io penso sempre con ottimismo e puntiamo al massimo risultato”. 

Mancano dieci partite, sono tutte molto importanti. Vale come le altre, in un momento del campionato dove le gare pesano di più.

Riceviamo pressioni ogni giorno da undici anni, succede quando vinciamo i titoli, figuriamoci in una situazione difficile. Pirlo sa prendersi le responsabilità e gestirle, non ci sono problemi.

Pensiamo positivo, non vogliamo ipotizzare di non rientrare tra le prime quattro. È una non ipotesi.

Con i miei collaboratori parlo sempre del valore della rosa. Il primo anno che sono arrivato avevamo BonucciBarzagli e Chiellini e ci chiedevano di comprare i difensori, ma eravamo convinti che pochi difensori sarebbero stati meglio e abbiamo avuto ragione. Chi gioca qui è competitivo, titolare nelle proprie nazionali come RabiotArthur e Bentancur e potrei proseguire con McKennie che è stata una delle rivelazioni del campionato.

Sono stagioni strane e difficili, dove ci sono tante componenti. Questi non sono alibi ma dobbiamo anche noi metterci in discussione e fare valutazioni corrette e lucide per quanto riguarda i singoli calciatori.

L’Inter è partita con lo stesso allenatore e un’idea di gioco già radicata, sappiamo come lavora Conte: è un martello. Fa dell’organizzazione la sua forza e questo è stato un vantaggio molto grande. Delle squadre di testa siamo gli unici ad aver cambiato e non abbiamo avuto tempo per fare precampionato. Questo ci ha portato a qualche passaggio a vuoto, ci vuole un po’ di tempo in più. Abbiamo giocato tantissime partite ed è una stagione più difficile da analizzare rispetto alle altre.

Ci siamo sempre messi in discussione, è un metodo di lavoro che abbiamo sempre tenuto. La posizione in classifica fa fare riflessioni, ma le facevamo anche prima. Dobbiamo lavorare per migliorarci come ogni anno, lo vedremo a fine stagione parlandone con l’allenatore. Allegri? In questo momento non c’è nessun ragionamento che vada al di là delle partite da giocare.

 

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