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Graziani: “Insigne e Belotti sono in una situazione simile. Vi dico perché”

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images for UEFA)

Le parole dell'ex calciatore

Giovanni Frezzetti

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ciccio Graziani, opinionista Mediaset ed ex calciatore, fra le tante, di Torino e Roma, che ha parlato anche del Napoli e del rinnovo di Insigne.

Graziani su Insigne e Belotti

 Getty Images

Le parole di Graziani:

“L’Europeo è stato solo un punto di partenza per la Nazionale di Mancini. Manca un bomber? Abbiamo Immobile e Belotti fuori, l’unica cosa che rimprovero a Roberto è il non aver avuto il coraggio di buttare nella mischia un giovane, come Kean o Raspadori. Dopo 37 risultati utili consecutivi ci possono stare un paio di partite storte, soprattutto perché abbiamo affrontato la Spagna”.

L’ex campione del Mondo dell’82 ha parlato del Torino, squadra in cui ha militato tra il 1973 ed il 1981:

Juric ha portato la mentalità giusta, quella che incarna lo spirito del Toro. Non mi sorprende che i granata stiano giocando bene sotto la sua gestione, più che altro è stato ridicolo vederli combattere per non retrocedere nella scorsa stagione, con quella rosa. Quello che non mi piace di Ivan è la testardaggine e, a volte, qualche cambio sbagliato, come contro la Juventus.

Belotti? Se non rinnova è un problema serio. Varrebbe circa trenta milioni di euro, e perderlo a zero sarebbe un disastro. Situazione simile a quella di Insigne: io credo che De Laurentiis non lo voglia più, a differenza di quanto fatto in passato con Mertens. Capisco che ci siano in ballo interessi finanziari, ma su Lorenzo, capitano e bandiera, non puoi fare questo discorso, gli devi solo dare un contratto di altri quattro anni e fargli chiudere la carriera”.

Sulla Roma:

Mourinho è una garanzia, sia sotto il profilo tecnico che caratteriale. Lui è convinto che nei prossimi tre anni farà una squadra competitiva. Il reparto più debole è la difesa, che commette spesso errori. Dalla metà campo in su sono fortissimi, c’è gente come Pellegrini e Zaniolo. Il primo resterà a vita, il secondo deve limare qualche spigolo caratteriale, ma a quello ci penserà Josè. Dal punto di vista tecnico, Nicolò non si discute, a me fa impazzire. Qualche cappellata glie la perdoniamo, è giovane ed è giusto così.

Gestacci al Derby? Io ne ho giocati tanti, conosco il clima che può esasperarti. Però è sempre sbagliato reagire al pubblico, il quale paga per guardarti giocare”.