Gattuso: “Ancora non mi fido, serve continuità. Rinnovo Mertens? Non faccio promesse, ma la società mi ha chiesto un parere”

Gattuso: “Ancora non mi fido, serve continuità. Rinnovo Mertens? Non faccio promesse, ma la società mi ha chiesto un parere”

di Armando Inneguale, @ArmInne28
Lutto Gattuso

Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport al termine del match vinto contro il Cagliari. Queste le sue dichiarazioni.

LE PAROLE DI GATTUSO

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“Dobbiamo dare continuità e fare un filotto, non mi fido. Dobbiamo ricordare quello che stiamo facendo, ma non dimenticare quello che abbiamo combinato. Non è un caso che nelle ultime due partite abbiamo subìto zero gol”.

Sulla formazione: “Insigne doveva giocare, ma ha avuto un fastidio al ginocchio. In questo momento stanno giocando i calciatori che stanno facendo meglio, chi sta meglio lo butto in campo”.

Su Callejon e Mertens: “I giocatori devono essere dei professionisti, a me non riguarda se rinnovano o no. Serve rispettare il club, rispetto i miei calciatori, ma devono lavorare con serietà. Se qualcuno mi dice che non sta bene e non ha la testa giusta gli stringo la mano. Domani è un altro giorno, nessun rancore con Allan. Sarò il primo ad incitarlo, ma quando mi metto il fischietto e fischio si deve dare il massimo”.

Sul passato: “Oggi bisogna pensare al presente, quello che abbiamo fatto rimarrà nei libri di storia. Ho fatto tanto nella mia carriera, ma se tocco un pallone oggi faccio schifo. Abbiamo rischiato tanto e stiamo rischiando tanto, ancora non abbiamo raggiunto l’obiettivo dei 40 punti. Questa è una squadra forte e con grande qualità, ma dobbiamo uscire dal vortice altrimenti rischiamo di restarci dentro”.

Sul gol di Mertens: “Fa diventare tutto semplice quando viene a legare con i centrocampisti, su questo è un fenomeno. Sa come andare a pressare e come farlo, non sta mai fermo. Ci è mancato tanto perché abbina la furbizia a tanta qualità. Io non prometto niente a nessuno, faccio l’allenatore e non i contratti. I soldi non sono miei, oggi il calcio è un’azienda. Mi hanno chiesto un parere e sanno quello che penso”.

 

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