Calcio e Finanza riporta i conti della holding di Aurelio De Laurentiis
Calcio e Finanza riporta i conti della holding di Aurelio De Laurentiis, la FilmAuro, che ha visto chiudere il suo bilancio al 30 giugno 2023 con un risultato positivo per 78 milioni di euro. A spingere i conti della holding sono stati in particolare i ricavi del Napoli, che nella stagione 2022/23 ha centrato il suo terzo scudetto della storia chiudendo l’annata con numeri record anche a bilancio. Dopo il rosso di 34,7 milioni nel 2020, di 66 milioni nel 2021 e quello di 62 milioni nel 2022, i conti della holding del patron della società partenopea tornano così a chiudere in utile, con un peso sempre più rilevante da Napoli e Bari, di fatto le principali società del gruppo.
"Il fatturato è aumentato addirittura del 106%, più che raddoppiando quindi da 190,9 a 394,1 milioni di euro.Il valore della produzione rileva un incremento pari ad euro 203 milioni, riferibile, prevalentemente, ai maggiori proventi realizzati dalla S.S.C. Napoli S.p.A. che, rispetto alla passata stagione, ha conseguito, maggiori ricavi rivenienti dalla commercializzazione dei diritti media relativi sia alla partecipazione alle competizioni internazionali che a quelle nazionali (incremento di euro 71 milioni), maggiori proventi da sponsorizzazioni (incremento di euro 12 milioni), maggiori proventi da plusvalenze rivenienti dalla cessione dei diritti pluriennali dei calciatori (incremento di euro 69 milioni); sono inoltre aumentati i proventi prodotti dalla gestione del merchandising e del licensing (incremento di euro 10 milioni) e i proventi rivenienti dal botteghino (incremento di euro 26 milioni)".
In particolare, i ricavi sono stati pari a :
Guardando al fatturato, quindi, i proventi della gestione calcistica pesano, sul totale del valore della produzione, per il 92,5% (88,6% al 30 giugno 2022).
Patrimonio Aurelio De Laurentiis, il bilancio della Filmauro
—
"In aumento nel corso della stagione 2022/23 sono stati anche i costi, passati da 271 a 278 milioni (+3%). Un aumento in particolare imputabile «prevalentemente, alla gestione della S.S.C. Bari S.p.A. che ha visto aumentare significativamente i costi del personale, in particolare quello tesserato (oltre 3,8 milioni di euro in più rispetto alla passata stagione) e i costi per gli ammortamenti dei diritti relativi all’acquisizione delle prestazioni professionali dei calciatori (circa 1 milione di euro in più rispetto alla passata stagione)».