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Ferri: “Può essere la serata di Insigne. Rinnovo? A Napoli sempre grandi addii…”

(Photo by SSC NAPOLI via Getty Images)

Il giornalista Arcangelo Ferri ha rilasciato alcune dichiarazioni quest'oggi a Radio Marte su alcuni temi attuali del calcio italiano

Tony Sarnataro

 Il giornalista Arcangelo Ferri ha rilasciato alcune dichiarazioni quest'oggi a Radio Marte su alcuni temi attuali del calcio italiano. A seguire le sue principali parole.

Le parole di Ferri

 (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

"Galeazzi mi disse una volta di essere stato Ciotti e Baudo insieme, aveva ragione: era sia professionale che innovatore nel suo lavoro. La sua telecronaca del canottaggio ha cambiato il modo di rappresentare lo sport. Svizzera? Squadra sempre forte pur non avendo fuoriclasse. Squadra collaudata e difficile da affrontare, producono anche dei talenti discreti. Noi siamo messi un po' così come rosa ma speriamo che l'Olimpico porti fortuna a Insigne e Mancini. Potrebbe essere la serata di Insigne. Rinnovo? Silenzio o firma. Al momento è difficile da reggere il silenzio, anche se è davvero molto importante. Sono abbastanza pessimista perché leggiamo tutti di importanti differenze tra domande e offerte. Starà a tutti tenere bassa la tensione. Tocca ricordare che la storia del Napoli è anche una storia di grandi addii: da Hamsik a Callejon, da Allan a Higuain passando per Cavani. Ma mi auguro che in questo caso non accada, anche se realisticamente sembra difficile ci sia la firma a breve. Confido molto nella professionalità di Insigne e di Spalletti, che sta tenendo il gruppo come quasi nessuno. Il Napoli deve avere fiducia in sé stesso, insieme a Milan e Inter si giocheranno il primo posto. Per ciò che ho visto nell'ultimo mese penso che il Milan sia un gradino sopra l'Inter ma i nerazzurri sono uno scoglio molto ostico. C'è un problema gigantesco di classe arbitrale in questo Paese. Se non si arriverà a una separazione tra arbitri di campo e arbitri VAR non andremo da nessuna parte. Incredibile che gli arbitri siano l'unica categoria in Italia che non parla: magistrati, Presidente della Repubblica, persino i mafiosi parlano. Una cosa intollerabile: non esiste una categoria che non deve dar conto di quello che fa. Quando tutti si lamentano, qualcuno ha ragione".