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Fedele: "Lozano fantasma, il modulo giusto per il Napoli è il 4-3-3"

Redazione

Il giornalista analizza il pareggio del Napoli contro il Torino

Enrico Fedele, giornalista, ha analizzato il pareggio tra Torino e Napoli, criticando soprattutto Lozano ed il mister Ancelotti.

Queste le sue parole: "Consentitemi innanzitutto di spiegare il doppio voto che ho dato in pagella ad Ancelotti. Il dieci se l’è meritato perché finalmente si è reso conto che il modulo giusto per questo Napoli è quel 4-3-3 che si adatta alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione. Voi mi direte: ma che ha fatto di buono se ha stentato a pareggiare con un Torino per niente irresistibile? E qui entra in ballo il meno dieci perché il terzo uomo in attacco non può certamente essere quell’ectoplasma di Lozano, una nullità che mi fa tremare.

Se veramente è questo il pezzo da novanta pagato a fior di milioni di euro, allora sarebbe la più grande bidonata della storia del club azzurro. Secondo me, però, il messicano non viene utilizzato nel suo ruolo perché è il naturale sostituto di Insigne sulla fascia sinistra e non di Callejon. Meno dieci al tecnico anche per la preoccupante condizione atletica della squadra: il calo registrato anche ieri a Torino è simile a quello accusato nel secondo tempo con il Brescia al San Paolo e in Champions sul campo del Genk. Di chi la colpa se non del tecnico? Occorre porre subito rimedio altrimenti sarà veramente nero il futuro del Napoli.

E la sosta arriva a pennello per cercare di curare questo “bubbone”. Intanto cominciamo a renderci conto tutti che l’obiettivo scudetto va cancellato dalla nostra mente e che dobbiamo puntare a non uscire dal giro Champions. A Torino ho visto un Napoli spento, senza gioco sulle fasce, dove anche Insigne è apparso stranamente assente, ma soprattutto senza più quella voglia di cercare il gol a tutti i costi. Insomma un brutto, bruttissimo Napoli con poche note positive: il primo tempo di Fabian Ruiz, la sicurezza di Meret nelle due occasioni in cui è stato chiamato in causa, un Di Lorenzo che si guadagna abbondantemente la sufficienza e un Mertens che corre, lotta e non si arrende mai".

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