ultimissime calcio napoli

Fabio Cannavaro: “In Cina c’era l’esercito in strada. Il campionato qui ricomincia a Maggio. Paura per la mia famiglia”

Maria Ferriero

Fabio Cannavaro, difensore partenopeo della Nazionale italiana, ha toccato con mano l’allarme Coronavirus. L’ex calciatore sta, infatti, allenando proprio in Cina, primo focolaio del virus. Intervenuto ai microfoni di Radio Marte, ha...

Fabio Cannavaro, difensore partenopeo della Nazionale italiana, ha toccato con mano l'allarme Coronavirus. L'ex calciatore sta, infatti, allenando proprio in Cina, primo focolaio del virus. Intervenuto ai microfoni di Radio Marte, ha chiarito la differenza di quanto accaduto in terra asiatica e di quanto, invece, sta accadendo in Italia. Di seguito quanto messo in evidenza da CalcioNapoli1926.it

Le parole di Fabio Cannavaro

"Stavo facendo una diretta Instagram con mio fratello per sdrammatizzare un pò la situazione. C'è poco da scherzare. Bisogna stare a casa, non uscire ed evitare di far diffondere ancora il virus. In Cina è stato gestito tutto alla grande. Tutti hanno rispettato le direttive anche perchè in strada c'era l'esercito.Veniva misurata la febbre ogni giorno prima di aprire tutti gli esercizi pubblici. Nessuno è andato a correre e nessuno è andato in giro per la città. Quando sono tornato, sono stato controllato più volte e abbiamo dovuto attendere 3 ore. Nel nostro condomio c'era la polizia che ci ha misurato la febbre prima di farci salire. Si sono presentati il giorno dopo per farci il tampone e ci ha detto di non muoverci per almeno 15 giorni. Ci hanno fatto scaricare un'applicazione per controllarci. Una situazione che in Italia vedo difficile da attuare.

Concordo con De Luca quando dice di dare direttive più dure. Non si devono avere più contatti con altre persone. Il virus non si deve diffondere. Più sei a contatto con le persone, più occasioni hai di trasmetterlo a tutti. Iniziativa? Abbiamo organizzato una raccolta per la Croce Rossa. Avevamo già partecipato a diverse iniziative poi Sky ha mandato in onda le nostre partite e abbiamo deciso di fare qualcosa. Serviranno a potenziare le strutture ospedaliere.

Qui hanno dichiarato la non obbligatorietà di mascherina all'aria aperta. Il messaggio è positivo. Dopo 3 mesi ci sono ancora regole restrittive. Bisogna aspettare maggio per la ripresa del campionato. Io ho paura per la mia famiglia in Italia".