Fabian Ruiz spegne gli insulti delle curve

Fabian Ruiz spegne gli insulti delle curve

Gli ultras dell’Atalanta avevano subito messo in atto ciò che avevano promesso alla vigilia, ovvero tifare esibendo il proprio orgoglio territoriale e attaccando quello avversario

di Redazione

L’immagine più bella è arrivata prima del fischio d’inizio, con Ancelotti e Gasperini che, sbucati dal tunnel degli spogliatoi, camminavano fianco a fianco per raggiungere le rispettive panchine. Chiacchieravano e sorridevano, perché una partita di calcio può regalare tensioni e polemiche, ma quando l’animo è sereno alla fine si riesce a stemperare tutto. Eppure, ieri sera, si avvertiva una certa elettricità nell’aria, un qualcosa di sospeso, nell’attesa di capire in cosa sarebbe sfociato. Peraltro, gli ultras dell’Atalanta avevano subito messo in atto ciò che avevano promesso alla vigilia, ovvero tifare esibendo il proprio orgoglio territoriale e attaccando quello avversario. Ed ecco i fischi copiosi sia all’ingresso sia all’uscita del campo per il riscaldamento rivolti ad Hamsik e compagni. E subito dopo i soliti cori: da «Odio Napoli», a «Noi non siamo napoletani», passando pure per un «Chi non salta è un terrone». E’ vero anche la curva partenopea provava a reagire, ma il suo «Odio Bergamo» inevitabilmente “sfigurava” a causa della netta differenza nel numero di chi lo intonava.

CDS

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