E se San Paolo si fosse arrabbiato per aver intitolato lo stadio a Maradona?

di Gerardo Di Lorenzo

E se San Paolo si fosse arrabbiato per davvero? Se San Paolo si fosse offeso per via del fatto che a furor di popolo si è deciso di cambiare il nome allo stadio di Napoli? Se San Paolo proprio non ha digerito di cedere il suo posto a Diego Armando Maradona? Viaggiamo ai limiti tra sacro ed il profano, tra il blasfemo ed il riverente, tra la superstizione ed il razionale. Fatto sta che da quando è stato ufficializzato il cambio, il Napoli ha iniziato un tracollo sotto tutti i punti di vista.

Certo, a Diego lo dovevamo, ma San Paolo fa parte della nostra storia e della nostra cultura e magari sarà un po’ adirato per la scomparsa del suo nome che per quasi sessant’anni ha  intitolato lo stadio. Eppure in molti sostenevano che sarebbe stato più opportuno, oltre che doveroso, chiamarlo Stadio San Paolo – Maradona, piuttosto che sfrattare il Santo e cancellare la storia.

Lo stadio del Sole fu ribattezzato San Paolo in onore di Paolo di Tarso

Lo stadio del Sole nel 1963 fu ribattezzato stadio San Paolo in onore di Paolo di Tarso, scrittore e teologo cristiano, il quale avrebbe raggiunto l’Italia attraccando nella zona dell’attuale Fuorigrotta. Cittadino romano di famiglia ebraica, perseguitò i cristiani, fino a quando si convertì a nuova fede in seguito ad una visione. Assunto il nome di Paolo (precedentemente si chiamava Saulo) si dedicò alla diffusione del messaggio cristiano.

Il 4 dicembre 2020, dopo la commissione Toponomastica e la delibera di Giunta, il Prefetto ha dato il via libera e San Paolo, suo malgrado, ha dovuto passare lo scettro a D10S e lo stadio ha acquisito la denominazione di stadio Diego Armando Maradona. In effetti da quella data qualcosa è cambiato, in negativo. Da un lato il Napoli si è trovato ad affrontare innumerevoli infortuni con una sequenza che ancora non si placa, mentre dall’altro è scomparso il gioco e soprattutto i risultati.

Il San Paolo diventa Maradona ed il Napoli inizia il tracollo

Da settembre 2020 fino al cambio del nome, sommando tutte le competizioni gli azzurri avevano totalizzato uno score rispettosissimo con 12 vittorie 3 sconfitte ed un pareggio; dal 10 dicembre 2020 (prima partita disputata al Maradona) ad oggi, il Napoli ha totalizzato 8 vittorie, 9 sconfitte e tre pareggi. Strana coincidenza, o come direbbe qualcuno: “non è vero ma ci credo“.

STADIO DIEGO ARMANDO MARADONA

Vien da se che questa è una  valutazione ironica per rendere questo momento così delicato un po’ più leggero con un pizzico di ironia; nasce però spontaneo il pensiero che da quella data il Napoli ha cambiato radicalmente rotta, perdendo la bussola e l’orientamento.

Vuoi per placare l’animo irrequieto del Santo, vuoi perché doveroso, si potrebbe dedicare a Paolo di Tarso una tribuna, una curva, un settore, di modo che comprenda che i napoletani non lo hanno dimenticato e che dentro di noi, almeno di questa generazione, pensando al nome dello stadio di Napoli, d’istinto ci viene sempre in mente San Paolo. Lo stadio in cui abbiamo festeggiato tricolori e coppe. Impossibile dimenticarlo.

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